Dopo il debutto su Rai 1, Le donne libere continua a raccontare una storia intensa e profondamente radicata nella realtà storica italiana. La finzione con Lino Guancialeliberamente ispirata alla figura dello psichiatra e scrittore Mario Tobino, è ambientata durante la Seconda guerra mondiale e porta gli spettatori all’interno dell’ospedale psichiatrico femminile di Maggiano, vicino a Lucca. Qui il medico cerca di introdurre un approccio più umano verso i pazienti, in un sistema dominato da regole severe e da pratiche mediche spesso brutali.
I prossimi episodi, in onda martedì 17 marzo alle 21:30 su Rai 1entreranno ancora più nel vivo del racconto, intrecciando il dramma personale delle protagoniste con il contesto storico di un Paese travolto dalla guerra. Tra rivolte all’interno dell’ospedale, tensioni politiche e nuovi sviluppi sentimentali nella vita di Tobino, la serie si prepara a mostrare il lato più oscuro e doloroso della realtà dei manicomi femminili dell’epoca.
Mario Tobino diviso tra Margherita e Paola
Al centro dei nuovi episodi ci sarà soprattutto il rapporto sempre più complesso tra Mario Tobino e due donne che segneranno profondamente la sua vita. Da una parte c’è Margheritauna delle pazienti del manicomio, con cui il medico sviluppa un legame fatto di protezione, empatia e crescente coinvolgimento emotivo. Tobino è convinto che dietro il comportamento della donna non ci sia una vera malattia mentale, ma il trauma di una vita segnata dalla violenza e dalle imposizioni sociali.
Dall’altra parte riemerge Paola Levi Olivettiinterpretata da Gaia Messerklinger, il grande amore del passato dello psichiatra. La donna riesce a sfuggire ai rastrellamenti nazisti e torna a cercare rifugio proprio da Tobino. Il loro incontro riaccende una passione mai del tutto sopita, mettendo il medico davanti a un conflitto emotivo che si intreccia con le difficoltà del periodo storico e con le responsabilità del suo lavoro.
Il dramma di Margherita e la lotta contro il sistema
La vicenda di Margherita continuerà ad essere uno dei nuclei più drammatici della fiction. La donna dovrà affrontare un’udienza decisiva, durante la quale verrà stabilito se sia realmente affetta da disturbi mentali. Di fronte al giudice, Margherita trova finalmente il coraggio di denunciare gli abusi subiti dal marito, rivelando le violenze che l’hanno segnata e che hanno portato alla sua reclusione nel manicomio.
La sua testimonianza, tuttavia, viene ignorata. Nessuno sembra disposto a credere alle parole di una donna già considerata “instabile”, e il sistema finisce per rafforzare l’ingiustizia che la opprime. Travolta dalla disperazione, Margherita perde il controllo e aggredisce il marito durante l’udienza, un gesto che peggiora drasticamente la sua posizione.
Una volta tornata nell’ospedale psichiatrico, la donna viene sottoposta alle dure pratiche mediche dell’epoca, tra cui l’elettroshock. Il trattamento la spinge sempre più verso una profonda depressione. Tobino, sempre più coinvolto nella sua storia, decide di tentare strade alternative per aiutarla, cercando di opporsi a un sistema che considera i pazienti più un problema da controllare che le persone da accogliere.
La rivolta nel manicomio e la fama dei pazienti
Nel frattempo la situazione all’interno dell’ospedale di Maggiano diventa sempre più difficile. La guerra porta con sé privazioni e scarsità di risorse, e anche il manicomio ne subisce le conseguenze. La mancanza di cibo provoca una crescente tensione tra i pazienti, che arrivano a ribellarsi alle condizioni in cui sono costrette a vivere.
Il direttore Roncoroni tenta di intervenire per calmare gli animi e cerca di procurarsi delle derrate alimentari per l’istituto, ma i suoi tentativi falliscono. L’ospedale resta così in una situazione sempre più precaria, con personale e pazienti costretti a convivere con fama, paura e frustrazione.
La guerra entra a Maggiano
Gli eventi storici finiranno per irrompere direttamente nella vita dell’ospedale. L’annuncio dell’armistizio proclamato da Badoglio porta inizialmente una speranza tra medici e infermieri, ma la realtà della guerra continua a pesare su ogni aspetto della quotidianità.
La tensione raggiunge il culmine quando i nazisti fanno irruzione nel manicomio alla ricerca di un’ebrea nascosta tra le pazienti. L’episodio getta l’intera struttura nel caos e nell’angoscia, trasformando il manicomio in un luogo ancora più fragile e pericoloso. In quel momento Tobino e il personale si trovano di fronte a una scelta difficile: proteggere chi è in pericolo oppure piegarsi alle imposizioni dei militari.
Le donne libere è una coproduzione Rai Fiction ed Endemol Shine Italy, diretta da Michele Soavi e liberamente tratta dal libro Le libere donne di Magliano dello stesso Mario Tobino. La serie racconta la realtà dei manicomi femminili italiani negli anni della guerra e la condizione di molte donne interne non per vere patologie psichiatriche, ma perché considerate scomode o ribelli rispetto alle convenzioni sociali dell’epoca.
Accanto a Lino Guanciale nel ruolo della protagonista troviamo Grace Kicaj nei panni di Margherita Lenzi, Gaia Messerklinger come Paola Levi, Fabrizio Biggio nel ruolo del dottor Guido Anselmi, oltre a Paolo Briguglia, Francesca Cavallin, Massimo Nicolini e Paolo Giovannucci.
La fiction è strutturata come una miniserie in tre serate evento su Rai 1. Dopo la puntata del 17 marzo, il pubblico dovrà attendere martedì 24 marzo per assistere al finale della storia, che concluderà il percorso umano e professionale di Mario Tobino e delle donne rinchiuse nel manicomio di Maggiano.
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