MILANO – Risveglio traumatico per i mercati dopo il weekend. Il petrolio schizza nella notte fino a 115 dollari e arretra poi restando sopra 100 dollari. Seduta pesantissima per Tokioche arriva a perdere in corso di seduta il 7% e poi chiudendo a -5,02%. Ma anche l’Europa, con Milano che perde quasi tre punti percentuali in avvio. Intanto il Tempi finanziari rivela che il G7 sarebbe pronto a discutere oggi il rilascio comune e coordinato delle riserve strategiche di petrolio per frenare la corsa del greggio.
Passaggio delle consegne al vertice della Consob, arriva Chiara Mosca
Passaggio delle consegne al vertice della Consob. Da oggi Chiara Mosca, Commissario con maggiore anzianità di Istituto, assume l’incarico di presidente vicario, subentrando a Paolo Savona, il cui mandato settennale si è concluso l’8 marzo.
Rallenta corsa del prezzo del petrolio, Wti poco sotto i 100 dollari
Rallenta, a metà mattinata, la corsa del prezzo del petrolio dopo il balzo di quasi il 20%. Il Wti del Texas ora quota poco sotto la soglia dei 100 dollari al barile (99,8 dollari con un rialzo di quasi il 10% rispetto a venerdì). Il Brent del Mare del Nord passa di mano a 103,1 dollari (+11%).
Borsa: l’indice della ‘paura’ Vix tocca i massimi dal Festa della Liberazione
La guerra in Medioriente ha fatto schizzare questa mattina l’indice Vix, termometro della volatilità a Wall Street, ai massimi dall’aprile 2025, quando il cosiddetto ‘indice della paura’ aveva segnato picchi anche più alti per effetto dei dazi annunciati dal presidente Usa Donald Trump. L’indicatore si è impennato fin sopra quota 35, ai livelli più alti dal ‘Giorno della Liberazione’, per poi ridiscendere a 31,5, comunque in rialzo del 6,7%.
Borsa: acciaio in caduta dopo declassamento Jp Morgan causa mo, arcelor -6%
Acciaio pesante sulle borse europee, a causa del declassamento dei titoli delle principali società del settore da parte di Jp morgan. A farne le spese è soprattutto l’austriaca Voestalpine che attorno alle 10,30 accusa una flessione dell’8,8% a 38,67 euro, che amplia le perdite della scorsa settimana (-18% in cinque sedute) e fa finire il titolo in fondo all’indice Stoxx Europe 600. Ma sono massicci i flussi di vendita anche su Arcelor Mittal (-6,5% a 44,81 euro) e Aperam (-6,6% a 34,90 euro) alla borsa di Amsterdam ed è in rosso anche Thyssenkrupp (-4,4% a 8,75 euro) a Francoforte.
Milano riduce il calore (-1,6%) con Prysmian, banche e Stellantis
Riduci il calo Piazza Affari dopo oltre un’ora di scambi. L’indice Ftse Mib cede l’1,6% % a 43.470 punti, con gran parte paniere in territorio negativo ad esclusione di pochi titoli. Vendita a 80 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 6,5 punti al 3,68% e quello tedesco di 2,2 punti al 2,87%.
Il bund tedesco ai massimi dal 2011
Il rendimento dei Bund tedeschi a 10 anni, il benchmark per i costi di indebitamento europei, è salito oltre il 2,9%, avvicinandosi al livello più alto dal 2011. L’aumento è avvenuto mentre i prezzi del petrolio hanno superato i 100 dollari al barile, aumentando i timori che un’escalation del conflitto nel Medio Oriente possa innescare il prolungamento delle forniture energetiche globali e intensificare le pressioni inflazionistiche.
I principali produttori di greggio della regione hanno ridotto la produzione poiché lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso, senza una chiara risoluzione del conflitto in vista. Gli investitori hanno rivisto le aspettative di acquisto da quando sono scoppiate le ostilità la scorsa settimana, rafforzando le previsioni che la Bce possa adottare una politica monetaria più restrittiva. Diversi responsabili politici hanno inoltre avvertito che una guerra prolungata che coinvolga l’Iran e altri Paesi della regione potrebbe far salire l’aumento nell’eurozona, incidendo al contemporaneo sulla crescita economica. I mercati stanno persino prendendo in considerazione la possibilità di un aumento dei tassi da parte della Bce a luglio, in seguito a un altro rialzo a dicembre.
Europa ancora sotto pressione
Borse europee sotto pressione in avvio di settimana, anche se il calore è pari a circa la metà di quello registrato nei listini asiatici. Parigi e Madrid lasciano sul campo il 2,5%, Francoforte il 2,3%, Milano il 2,25% e Londra l’1,72%.
Effetto petrolio, i mercati ora si aspettano un doppio rialzo dei tassi Bce
Il mercato stima ora che la Bce, per effetto dell’aumento del petrolio dovuto alla guerra in Iran ei conseguenti rischi sull’inflazione, dovrà rialzare non una (come era previsto venerdì), ma due volte, i tassi entro il 2026.
Secondo le stime raccolte da Bloomberg ci saranno due rialzi da 25 punti base ciascuno e la prima decisione arriverà già entro giugno. Anche per la Banca d’Inghilterra il mercato ha ora il 70% di possibilità di aumentare i tassi entro l’anno.
Le Borse europee si sviluppano in negativo
Apertura negativa per i principali elenchi di borsa europei in linea con il crollo dei titoli in Asia e Pacifico e con i future Usa in rosso. Parigi appare più cauta (-0,11% a 7.984 punti), ma scivola subito e cede dopo pochi minuti il 2,66% a 7.782 punti. Segno meno anche per Londra (-1,29% a 10.152 punti), decisamente più pesanti invece Francoforte (-2,51% a 22.998 punti) e Madrid (-2,97% a 16.547
punti).
Milano perde il 2,73% in avvio
Il perdurare delle tensioni in Medio Oriente e il boom dei prezzi del petrolio spingono in forte calo la Borsa di Milano nella prima sedua della settimana. Dopo i primi scambi il Ftse Mib cede il 2,73%, con forti ribassi per Prysmian (-5,07%), Popolare di Sondrio (-4,94%), Stm (-4,44%), Tim (-3,04%) e Stellantis (-2,98%). Tra i rialzi si segnalano invece Lottomatica (+1,73%), Leonardo (+1,33%), Eni (+0,78%) e Nexi (+0,36%).
L’euro apre in calo
L’Euro apre in calo sull’onda della guerra in Iran. La moneta comunitaria, in rapporto al dollaro americano, scende di oltre lo 0,5% a 1.1559. Calo simile anche per la sterlina britannica (a 1.3336) sempre in relazione al dollaro, che cresce anche sullo yen giapponese.
Il gas ai massimi dal 2022
Vola sui massimi dal 2022, a 64 euro, il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti futuri sul mese di aprile guadagnano il 20% in apertura di seduta.
I ministri del G7 valutano il rilascio delle riserve strategiche di petrolio
I ministri delle finanze del G7 discuteranno di un possibile rilascio congiunto di petrolio dalle riserve, coordinato dall’Agenzia internazionale per l’energia, in una riunione di emergenza che si terrà oggi, volta a contrastare l’impennata dei prezzi del petrolio in seguito al conflitto nel Golfo. Lo riporta il Financial Times.
Tokyo chiude con un -5,2%
La crisi in Iran e l’aumento dei prezzi del petrolio affondano le borse asiatiche, a partire da quella di Tokyo dove il Nikkei 225, pur recuperando in parte le perdite, è sceso del 5,2% aa 52.728,72 al termine delle contrattazioni. Il Kospi sudcoreano è sceso del 6% a 5.251,87 punti, mentre i mercati cinesi, che tendono ad essere meno influenzati dalle tendenze globali, hanno registrato perdite più moderate. L’Hang Seng di Hong Kong è sceso dell’1,6% a 25.343,77, mentre l’indice composito di Shanghai è sceso dello 0,7% a 4.097,69. L’indice di riferimento di Taiwan è crollato del 4,4% e anche altri mercati regionali hanno subito perdite.
Il Nikkei crolla di oltre il 7%
L’indice di riferimento giapponese Nikkei 225 è crollato di oltre il 7% questa mattina e anche altri mercati asiatici hanno registrato un forte calo dopo che i prezzi del petrolio sono saliti a circa 114 dollari al barile.
Petrolio: WTI in vendita a +30% a oltre 116 dollari al barile
I prezzi del petrolio registrano un’impennata storica, con il greggio WTI in rialzo di oltre il 30% e il greggio Brent in rialzo di circa il 27%, entrambi superiori a 116 dollari al barile in un mercato in preda al panico per la guerra in corso in Medio Oriente e il blocco persistente dello Stretto di Hormuz.
Hong Kong apre in calo -2,65%
Le principali borse della Cina continentale e di Hong Kong in apertura hanno registrato cali fino al 2,65%, dopo che il prezzo del petrolio greggio West Texas Intermediate (WTI) ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta dal 2022, a causa del conflitto in Medio Oriente. Le borse di Shanghai e Shenzhen sono scese rispettivamente dello 0,62% e dell’1,78%, aprendo le contrattazioni dopo il fine settimana.
Tokyo, tracollo indice Nikkei su timori espansione conflitto Medio Oriente (-6,86%)
Tracollo per l’indice di riferimento Nikkei a Tokiosubito dopo l’avvio delle contrattazioni, una perdita di oltre il 6%, lasciando sul terreno 3.300 punti, attestandosi sotto quota 53mila, sui timori di una espansione del conflitto in Medio Oriente. L’andamento al ribasso segue la correzione degli indici azionari Usa, lo scorso venerdì, con le quotazioni del petrolio che hanno superato i 105 dollari al barile, per la prima volta dal 2022.
La minaccia di Teheran: “Stop a colpi a infrastrutture energetiche o tollererete il prezzo del petrolio a 200 dollari”
L’esercito iraniano ha minacciato di prendere di mira i siti petroliferi nella regione se Israele continuerà a colpire le infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica. “Ci si aspetta che i governi dei Paesi islamici avvertano la criminale America e il selvaggio regime sionista il prima possibile di tali azioni codarde e disumane”, ha dichiarato alla televisione di Stato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando militare centrale iraniano. “Altrimenti, misure simili saranno adottate nella regione, e se si può tollerare un prezzo del petrolio superiore ai 200 dollari al barile, allora bisogna continuare con questo gioco”, ha affermato.


