Sui listini europei pesa ancora il braccio di ferro tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandiacon la minaccia di nuovi dazi che genera incertezza. Così gli investitori continuano a riversarsi sull’oro, sempre più bene rifugioche tocca un nuovo record (sopra i 4.800 dollari l’oncia). L’attenzione oggi è tutta per l’intervento dell’inquilino alla Casa Bianca, Donald Trumpal Forum Economico Mondiale di Davosdopo che lo stesso magnate ha annunciato che “probabilmente riusciremo a trovare una soluzione con l’Europa” sul futuro dell’isola artica.
Borse asiatiche chiudono contrastate, attesa Trump a Davos
Le Borse asiatiche chiudono in ordine sparso, sulla scia del modesto rialzo dei future a Wall Street dopo la chiusura in deciso calo di ieri e in vista del discorso del presidente Trump al World Economic Forum di Davos più tardi nella giornata. In Cina i listini hanno registrato un leggero rialzo dopo l’intervento delle autorità di regolamentazione contro centinaia di pratiche commerciali anomale nel tentativo di frenare la volatilità del mercato.
A Tokyo il Nikkei è sceso dello 0,41% a 51.774 punti e il Topix dello 0,99% a 3.590 punti. A Hong Kong l’Hang Seng vendita dello 0,4% a 26.585 punti, interrompendo una serie di quattro sedute negative, con i titoli tech e di consumo che hanno guidato i guadagni. Positivo anche Shanghai a +0,08% e 4.116,94 punti e Shenzhen a +0,64% e 2.694,89 punti. Bene il Kospi a Seul a +0,49% e 4.909,93 punti, mentre Sydney perde lo 0,37% a 8.782,90 punti.
Avvio debole per l’Europa in attesa Trump a Davos
Le Borse europee evidenziano deboli e caute sulla scia della crescente retorica del presidente Trump sulla Groenlandia e le continue turbolenze nei mercati obbligazionari globali, che continuano a pesare sul sentiment. Nei primi scambi a Londra l’indice Ftse 100 lima uno 0,03% a 10.124,05 punti, a Francoforte il Dax cede lo 0,27% a 24.622,45 punti e a Parigi il Cac40 lo 0,09% a 8.055,49 punti. Milano segna -0,27% a 44.592,30 punti.
Lagarde: “Bazooka contro dazi Trump? Servire soprattutto unità”
“Indicare quali sono gli strumenti di cui disponiamo, mostrare determinazione collettiva, essere uniti e determinati: questa è una postura europea necessaria”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un’intervista con l’emittente Rtl, parlando dell’eventuale utilizzo dello strumento anti-coercizione europeo, definito da alcuni un bazookache, a suo giudizio, deve essere inserito in una strategia comune.
“Una volta che i partner si siedono intorno al tavolo, e una volta che il presidente Trump avrà chiarito la sua posizione, gli europei potranno decidere cosa fare insieme”, ha spiegato, ribadendo che la vera forza dell’Europa è “l’unità e la determinazione”.
Tecnimont (Maire) entra nel mercato del gas naturale Usa
Tecnimon (Maire) ha firmato un accordo preliminare per la fornitura di servizi di ingegneria con Argent Lng, integrando l’ingresso strategico nel mercato globale del gas naturale liquefatto (GNL). Il progetto riguarda lo sviluppo di un complesso LNG destinato all’esportazione, situato a Port Fourchon, Louisiana – un polo energetico strategico per la sua resilienza agli uragani negli Stati Uniti. “La collaborazione con Argent LNG non solo rafforza la presenza del gruppo negli Stati Uniti ma apre le porte ad un nuovo mercato” commenta Alessandro Bernini, amministratore delegato di Maire.
Nuovo record per l’oro, corre verso 4.900 dollari l’oncia
I prezzi dell’oro sono balzati a nuovi massimi storici, avvicinandosi ai 4.900 dollari l’oncia poiché le crescenti tensioni legate alla Groenlandia e le rinnovate frizioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa hanno scosso i mercati globali, spingendo gli investitori verso i beni rifugio.
L’oro spot è salito del 2,3% a 4.872,13 dollari l’oncia, dopo aver toccato un nuovo massimo storico di 4.878,30 dollari l’oncia in precedenza nella giornata. Anche i futuri sull’oro statunitense sono saliti del 2,4% raggiungendo massimi storici di 4.880,50 dollari/l’oncia.
Sony-TCL, alleanza storica: svolta epocale nel mercato TV
Nuova joint venture strategica in Giappone tra Sony e la cinese TCL: una svolta considerata ‘epocale’ dopo oltre sessant’anni di produzione autonoma. Il colosso dell’elettronica giapponese ha annunciato la cessione del 51% del proprio business home entertainment a TCL Electronics., che diventerà socio di maggioranza della nuova entità, mentre Sony manterrà il restante 49%.
La società congiunta, che opererà con il marchio Sony e sotto l’iconico brand Bravia, gestirà l’intera filiera: dalla progettazione allo sviluppo, dalla produzione alla commercializzazione. L’obiettivo è quello di contrastare il declino del mercato televisivo globale, dove Sony ha visto le vendite scendere del 9,6% nell’anno fiscale conclusosi a marzo 2025, attestandosi a 564 miliardi di yen, circa 3,05 miliardi di euro.


