Il petrolio torna a scendere questa mattina dopo la chiusura in rialzo di ieri a New York. Il Wti torna sotto quota 90 dollari e viene scambiato a 88,41 dollari al barile con un calo dell’1,41%, mentre il Brent passa di mano a 97,63 dollari in ribasso dello 0,86%.
Avvio in rialzo per il prezzo del gas mentre si guarda agli sviluppi delle tensioni in Medio Oriente ed alla situazione dello stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un aumento dell’1,8% a 42,67 euro al megawattora.
Avvio in calo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra i due titoli di Stato avvia la seduta a 75 punti dai 77 della vigilia. Il rendimento del decennale italiano scende al 3,74% dal 3,77% della chiusura di martedì.
Le Borse asiatiche chiudono positive mentre si attendono sviluppi sulle tensioni in Medio Oriente. Sui mercati torna un cauto ottimismo dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il prolungamento della tregua con l’Iran. L’attenzione è rivolta anche allo stretto di Hormuz dove si valutano le mosse degli americani. Saldi Tokyo (+0,4%). Sul mercato valutario lo yen perde sul dollaro terreno, a 159,19, ed è poco variato sull’euro a 187,05. A contrattazioni ancora in corso vendita Shanghai (+0,40%), Shenzhen (+0,89%) e Seul (+0,46%). In controtendenza Hong Kong (-1,29%) e Mumbai (-0,78%). Sul fronte macroeconomico nel Regno Unito l’inflazione è salita al 3,3% a marzo mentre dagli Stati Uniti si attendono i dati su scorte e produzione di greggio.
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