sabato, Aprile 4, 2026

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Le aspettative di inflazione nel Regno Unito aumentano mentre la guerra con l’Iran affievolisce le speranze di taglio dei tassi di interesse

Le aspettative di inflazione tra le imprese del Regno Unito sono salite al livello più alto in più di due anni, mentre le ricadute economiche del conflitto in Medio Oriente rimodellano le prospettive per prezzi, tassi di interesse e crescita.

Nuovi dati della Banca d’Inghilterra mostrano che le aziende ora si aspettano che l’inflazione raggiunga il 3,5% nei prossimi 12 mesi, in aumento rispetto al 3% precedente e segnando la previsione per l’anno successivo più alta dalla fine del 2023.

Lo spostamento riflette un brusco cambiamento nel sentiment a seguito dell’impennata dei prezzi dell’energia innescata dal conflitto iraniano, con i costi del petrolio e del gas in aumento in modo significativo a causa dell’interruzione delle rotte di approvvigionamento globali.

Oltre alle aspettative di inflazione più elevate, le imprese prevedono ora molti meno tagli dei tassi di interesse rispetto a quanto previsto in precedenza.

Prima del conflitto, i mercati finanziari si aspettavano molteplici riduzioni dei costi di finanziamento nel corso del prossimo anno. Tuttavia, le aziende ora credono che ci potrebbe essere un solo taglio dei tassi nei prossimi 12 mesi, e solo due entro il 2029, poiché l’inflazione persistente limita la portata di un allentamento monetario.

Il greggio Brent è rimasto sopra i 100 dollari al barile, rafforzando le preoccupazioni che l’inflazione determinata dall’energia potrebbe rivelarsi più duratura di quanto si pensasse in precedenza.

L’aumento delle aspettative di inflazione sta già influenzando il comportamento delle imprese. Le aziende ora prevedono di aumentare i prezzi in media del 3,7% nel prossimo anno, rispetto al 3,4% di febbraio.

Gli economisti avvertono che l’impatto si estenderà oltre le bollette energetiche, con costi più elevati che potrebbero estendersi al cibo, ai trasporti e ad altri beni essenziali.

I gruppi industriali hanno già segnalato il potenziale aumento dei prezzi dei generi alimentari fino al 9% entro la fine dell’anno, mentre si prevede che le bollette energetiche delle famiglie aumenteranno notevolmente quando entrerà in vigore il prossimo tetto massimo dei prezzi di Ofgem.

I dati suggeriscono anche un cambiamento nelle aspettative del mercato del lavoro. Le imprese ora prevedono una leggera contrazione dell’occupazione nel corso del prossimo anno, invertendo le precedenti proiezioni di crescita.

Allo stesso tempo, la crescita salariale prevista è leggermente scesa al 3,4%, indicando che, mentre le pressioni inflazionistiche sono in aumento, le imprese potrebbero essere meno disposte o in grado di aumentare le retribuzioni.

Questa combinazione di prezzi più alti e crescita salariale più debole aumenta il rischio di una compressione dei redditi reali, con implicazioni sulla spesa dei consumatori e sull’attività economica complessiva.

Gli ultimi dati si inseriscono in un contesto di crescita economica già fragile. L’economia del Regno Unito è cresciuta solo dello 0,1% nell’ultimo trimestre dello scorso anno e le recenti previsioni dell’OCSE suggeriscono che il paese potrebbe affrontare la crescita più debole e l’inflazione più alta tra le economie del G7 a causa del conflitto.

Costi finanziari in aumento stanno inoltre aggiungendo pressione, con i rendimenti dei titoli di Stato che rimangono elevati rispetto ai livelli pre-bellico, riflettendo le preoccupazioni degli investitori riguardo all’inflazione e ai vincoli fiscali.

Oltre ai costi energetici, le aziende si trovano a fronteggiare una serie di pressioni interne, tra cui l’aumento del salario minimo e l’aumento delle tariffe commerciali.

Questi fattori stanno aggravando l’impatto degli shock globali, creando un ambiente difficile per le aziende che già operano con margini ristretti.

Elliott Jordan-Doak di Pantheon Macroeconomics ha affermato che l’impennata dei prezzi dell’energia sta già influenzando le decisioni aziendali.

“I costi più elevati stanno pesando sui piani di assunzione e portano ad un aumento delle intenzioni di fissazione dei prezzi”, ha affermato, anche se ha notato che le aspettative a medio termine rimangono per ora relativamente stabili.

L’aumento delle aspettative di inflazione segnala un punto di svolta nelle prospettive economiche del Regno Unito, con la prospettiva di pressioni sui prezzi sostenute che rimodellano sia la strategia aziendale che la politica monetaria.

Per la Banca d’Inghilterra, la sfida sarà bilanciare la necessità di controllare l’inflazione con il rischio di un ulteriore indebolimento della crescita.

Per le imprese e le famiglie, le implicazioni sono più immediate: costi più elevati, condizioni finanziarie più restrittive e un contesto economico più incerto nei prossimi mesi.


Amy Ingham

Amy è una giornalista appena qualificata specializzata in giornalismo economico presso Business Matters, responsabile dei contenuti delle notizie per quella che oggi è la più grande fonte cartacea e online di notizie economiche attuali del Regno Unito.

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