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“La vita va così”: la sorprendente storia vera che ha ispirato il nuovo film di Riccardo Milani

La vita va così è stato il film di apertura della Festa del Cinema di Roma 2025. Una storia che ha già ottenuto un ottimo riscontro da parte della critica e che si ispira a delle vicende realmente accadute. Un pastore ha infatti rifiutato 12 milioni di euro pur di salvare la sua Sardegna che, nella sua autenticità, si dimostra lontana rispetto a quello che si è abituati a vedere durante i mesi di villeggiatura. La pellicola vuol essere quindi un omaggio a Ovidio Marras e alla sua storia.

La storia da cui è tratto il film di Milani

Marras si trovava nella zona di Capo Malfatano, un posto paradisiaco dove ci sono alcune delle spiagge più belle al mondo, tra cui quella di Tuerreda. Nato e vissuto a Teulada, Ovidio si opponeva al progetto di costruire un resort di lusso con ville, piscine e campi da golf, proprio per mantenere la memoria storia della sua proprietà. La società Sitas gli offre fino a 12 milioni di euro per lasciare libero l’appezzamento, ma lui rifiutò senza esitazione. “No ai soldi, sì alla mia natura“, era il suo motto.Marras è morto nel 2024 all’età di 93 anni.

la vita va così vera storia
La vera storia de La Vita va così – cineblog.it

Oltre a quel terreno, lui possedeva tra l’altro anche una piccola strada privata che usava sin da bambino per andare in paese e portare il bestiame al pascolo. Proprio in quel luogo iniziò la contesa: gli operai costruirono sul suo sentiero e distrussero ulivi secolari. Gli altri cedevano i loro terreni a peso d’oro, ma lui decise di resistere e ricorrere alla giustizia. Un gesto diventato simbolo della sua battaglia legale. Tutto ha avuto inizio nel 2009quando è stato presentato un piano per costruire 140.000 metri cubi di cemento. Marras decise di agire subito quando la strada di fronte al suo terreno è stata deviata per favorire i lavori. Nel 2016 ha vinto in Cassazione, fermando l’edificazione e ottenendo così la demolizione delle strutture che erano già statale innalzate.

Una lotta che è durata più di sedici anni e che è stata sostenuta da associazioni ambientaliste tra cui Italia Nostra. Nel suo stesso paese è invece nato il comitato Pro Sitas, un favore dello sviluppo economico che avrebbe portato il resort nella zona.

La nascita del film

Riccardo Milani ha quindi voluto restare fedele alla determinazione di Marras. “Dividere una comunità è una strategia vincente per esercitare il potere” – ha dichiarato il regista – “Credo che si possa e si debba creare sviluppo rispettando il territorio, perché il sogno del lavoro e la difesa dell’identità dovrebbero sempre trovare un equilibrio. Depredare e deturpare l’ambiente ne diminuire sempre il valore. Ovidio, con la sua semplicità e il suo rigore morale, ci dà una lezione di etica e dignità: non tutto si può comprare. Oggi più che mai, in un mondo dove tutto sembra piegarsi al profitto, è importante parlare di radici, valori e senso di appartenenza. L’identità dei luoghi va custodita: bisogna avere il coraggio di dire no“.

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