Al giorno d’oggi è difficile credere che i tifosi della Roma e del Napoli una volta fossero amici. Negli ultimi 40 anni, il rapporto tra i tifosi dei due club è stato a dir poco teso.
Infatti, il Derby del Sole è ormai considerata una partita a rischio di scontro tra le due tifoserie, i cui incontri hanno avuto a volte un esito tragico.
Ma non era così negli anni ’70 e nei primi anni ’80. A quei tempi, il Giallorossi e il Partenopei le basi di fan erano collegate da un funzionario gemellaggioun “gemellaggio” tra i loro principali gruppi ultra – così forte che veniva cementato ogni volta che le due parti si incontravano attraverso un solenne rituale di scambio di bandiere.
Prima di ogni partita giocata a Roma, nel cerchio di centrocampo dello Stadio Olimpico si incontrava un rappresentante di ciascuna tifoseria con in mano una bandiera del club. I due si salutavano, poi procedevano insieme a salutarsi a vicenda curva prima di scambiarsi cerimoniosamente le loro bandiere.
È stato un grosso problema.
Finché non è successo qualcosa.
Il gemellaggio tra i Giallorossi e il Azzurri fans fu dichiarato ufficialmente rotto il 25 ottobre 1987, al termine di una partita di Serie A tra le due squadre terminata 1-1. Il Napoli riesce a cancellare il vantaggio della Roma nonostante abbia giocato con due uomini in meno a causa delle espulsioni di Careca e Alessandro Renica.
Il motivo della pausa è stato tradizionalmente attribuito al giocatore del Napoli Salvatore Bagni che festeggiava il pareggio della sua squadra rivolgendosi ai tifosi della Roma con il famigerato “gesto dell’ombrello”, l’equivalente italiano di dare il dito a qualcuno…
Tuttavia, le cose sono più complesse di così. Il comportamento di Bagni – per il quale si è più volte scusato – avrebbe potuto essere la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma il rapporto, un tempo pacifico, tra gli ultras della Roma e del Napoli si era progressivamente deteriorato in vista del confronto di quel giorno. Le cose sono andate fuori controllo anche prima del calcio d’inizio.
Ma prima di arrivare a questo: come è possibile che i tifosi dei due club siano diventati amici?
Verso la fine degli anni ’70 sembrava esserci una naturale simpatia tra i tifosi del Napoli e della Roma. Dopotutto, le loro squadre erano le uniche potenzialmente in grado di spezzare il dominio in Serie A dei club più potenti e ricchi con sede nel nord Italia: Juventus, Inter, Milan.
La Roma c’era riuscita vincendo lo scudetto nella stagione 1982/83. Il Napoli non era ancora all’altezza per loro, e i suoi tifosi lo ammiravano sinceramente Giallorossi e i loro gruppi ultra, che furono gli indiscussi trendsetter nel mondo dei gruppi di tifosi azzurri. Non era raro vedere gruppetti di tifosi romanisti unirsi agli amici del Napoli sugli spalti del San Paolo quando Partenopei ha affrontato la Lazio, acerrima nemica della Roma.
Le cose iniziarono a cambiare con la crescita del Napoli nella seconda metà degli anni ’80. L’arrivo di Diego Maradona, insieme a molti altri costosi trasferimenti, ha lentamente trasformato il perdente Partenopei in una forza da non sottovalutare.
I napoletani iniziarono a non essere più dei simpatici fratelli minori dei romani. Adesso erano veri avversari e contendenti per il Scudetto tanto quanto loro. Il Napoli, infatti, era campione in carica della Serie A nel giorno in cui venne rotto il gemellaggio, avendo vinto l’edizione 1986/87 del campionato.
Tuttavia, ciò che veramente mise a dura prova il rapporto fu l’acquisto da parte del Napoli dell’attaccante Bruno Giordano nel 1985. Giordano era un veterano della Lazio da dieci anni ed era stato un Biancocelesti tifoso fin dall’infanzia. Gli ultras della Roma non potevano accettarlo. Ogni volta che la Roma affrontava il Napoli cominciavano a sentirsi cori contro Giordano, ai quali alcuni tifosi napoletani rispondevano offrendo lo stesso trattamento ai giocatori. Giallorossi Capitano Bruno Conti.
Il 25 ottobre 1987 l’amicizia finì. È avvenuto durante la tradizionale cerimonia dello scambio di bandiere, in modo tale da far credere che la rottura del gemellaggio sia stata una scelta deliberata da parte della tifoseria romanista, almeno di una parte di essa.
I due sbandieratori si sono incontrati come di consueto al centro del campo, per poi dirigersi verso la tribuna nord, dove sostavano i tifosi del Napoli, e sono stati accolti dal Partenopei con qualche gioioso “Roma! Roma!” canta.
Si è poi spostato sulla tribuna sud, la casa dei tifosi romanisti, dove era previsto il rito dello scambio di bandiere. L’ambasciatore del Napoli ha offerto la sua bandiera, ma il romanista l’ha teatralmente respinta come se fosse la bandiera Giallorossi i sostenitori hanno inondato il Azzurro con fischi e gli hanno lanciato bottiglie di plastica.
Si trattava chiaramente di una messa a punto, e probabilmente del punto di svolta di una tensione di fondo cresciuta negli ultimi anni. Gli avvenimenti in campo non hanno fatto altro che gettare benzina sul fuoco, visto che la partita di quel giorno tra Roma e Napoli si è rivelata brutale, con sette ammonizioni e due espulsioni.
La Roma passa in vantaggio subito dopo la ripresa cannoniere Roberto Pruzzo ha indirizzato di testa la palla su calcio d’angolo di Bruno Conti.
Al 50′, la stella brasiliana del Napoli Careca perde dopo un fallo di Fulvio Collovati e una testata. romanista proprio sotto gli occhi dell’arbitro. La conseguenza non poteva che essere una pioggia anticipata per il numero sette del Napoli.
Nove minuti più tardi Renica deve tirare per la maglia Zbigniew Boniek (stile Giorgio Chiellini…) per fermare un contropiede. Ma era già ammonito e così il Napoli si riduce a nove uomini.
Solo tre minuti più tardi, però, Maradona batte un calcio d’angolo dalla sinistra e schiera al centro dell’area il difensore Giovanni Francini. Il pallonetto di testa di Francini va alto, supera il portiere Franco Tancredi, regalando al Napoli l’insperato pareggio.
L’assalto finale della Roma è stato implacabile, ma il Partenopeiil muro ha retto. A tempo pieno la tensione è esplosa; ci furono alcuni tafferugli tra i giocatori e, mentre sfilava sotto la tribuna sud della Roma, Bagni fece il gesto che lo fece passare alla storia – forse immeritatamente – come l’uomo che spezzò il gemellaggio Roma-Napoli.
C’è di più, però, come abbiamo visto. L’amicizia tra i Giallorossi e il Azzurri i tifosi erano una delle cose più belle e sorprendenti nel complesso mondo dei gruppi di tifosi del calcio italiano. La rottura è stata dovuta a un misto di crescenti tensioni, incomprensioni e persino divisioni all’interno dei fan di ciascun club.
La relazione non si è mai ripresa fino ad oggi. Come spesso accade nel calcio, è più facile distruggere che costruire.
PUNTEGGIO DELLA PARTITA
25 ottobre 1987 – Serie A 1987/88 Turno 6
ROMA-NAPOLI 1-1
MARCATORI: 46′ Pruzzo (R), 67′ Francini (N)
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ROMA: Tancredi, Tempestilli, Oddi, Manfredonia, Collovati, Signorini, Conti, Domini, Pruzzo, Giannini, Boniek (Peruzzi, Righetti, Gerolin, Desideri, Agostini) Allenatore: Liedholm/Sormani |
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NAPOLI: Garella, Ferrara, Francini, Bagni, Ferrario, Renica, Careca, De Napoli, Giordano (77′ Bruscolotti), Maradona (90′ Filardi), Romano (Di Fusco, Sola, Carnevale) Allenatore: Bianchi |
ARBITRO: Il signor Magni di Bergamo
NOTE: Cartellini rossi: Careca, Renica (N)




