sabato, Aprile 4, 2026

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In soli 6 episodi questo thriller su Netflix vi trascinerà in una spirale di tensione e paranoia

Se siete alla ricerca di un thriller davvero capace di tenervi incollati allo schermo per una manciata di ore, ma altamente adrenaliniche e coinvolgenti, non potete lasciarvi sfuggire Guardia del corpol’amata miniserie britannica del 2018 capitanata dalla star de Il Trono di Spade Richard Madden e da Keeley Hawes.

Composta da appena sei episodi, a otto anni dalla sua uscita rimane ancora oggi una delle esperienze più tese, compatte e coinvolgenti disponibili sulla piattaforma. Creata da Jed Mercurio, Guardia del corpo ha al suo centro David Budd, veterano di guerra decorato e agente nel comando di protezione del Metropolitan Police Service di Londra. A Budd viene affidata la protezione della persona di Julia Montague, ambizioso e controverso Ministro degli Interni interpretato da Hawes, la quale tuttavia rappresenta tutto ciò che Budd disprezza.

Questa frizione fa nascere una tensione che attraversa l’intera serie, ben prima che entrino in gioco attenti, complotti e giochi di potere. Questa parte infatti con una struttura da classico procedurale per poi trasformarsi rapidamente in un thriller psicologico dati i toni da un dramma politico dando vita a una spirale di paranoia che non concede tregua.

Fin dall’inizio Guardia del corpo non esitare a premere sull’acceleratore spingendo il suo protagonista sempre più in profondità in una rete di cospirazioni dai contorni sempre più opachi. Intorno a Budd si muove infatti un sistema fatto di rivalità politiche, leggi controverse e nemici invisibili. Julia Montague è al centro di un gioco di potere pericolosocircondato da alleati che potrebbero non esserlo davvero e da avversari pronti a tutto pur di fermarla.

Il vero punto di forza della serieperò, è proprio il suo protagonista interpretato da Richard Madden. Budd è infatti fragile, traumatizzato, costantemente sull’orlo del collasso, ben lontano dalla figura dell’eroe, tutto d’un pezzo. È un uomo che fa bene il suo lavoro, ma che paga ogni scelta a caro prezzo, e che è attraversato da un’ambiguità lo rende tanto imprevedibile quanto squisitamente umano. La serie non esita a scavare nella mente del suo protagonista, mostrando le conseguenze psicologiche della guerra, dello stress e della responsabilità, trasformando quello che potrebbe essere un semplice thriller in qualcosa di molto più stratificato.

Vale inoltre la pena sottolineare un dettaglio tutt’altro che secondario. Pur essendo costituito da una sola stagione, Bodyguard è una storia completa, che non presenta alcun finale aperto costruito per preparare stagioni future o cliffhanger più o meno forzati. Il racconto arriva a una conclusione chiara, coerente ed emotivamente soddisfacente, con un climax che tiene con il fiato sospeso fino all’ultimo minuto.

Insomma, Guardia del corpo è una miniserie che sa esattamente cosa vuole raccontare e lo fa nel modo più efficace possibile, regalando in appena sei episodi tensione costante e zero momenti morti che la rendono l’ideale per tutti coloro alla ricerca di una serie da divorare in un pochissime ore.

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Foto: MovieStillsDB

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