Sono trascorsi più di dieci anni dall’uscita del film Premio Oscar La Grande Bellezza, che ha esordito nelle sale cinematografiche il 21 maggio 2013. Grazie alla pellicola, Paolo Sorrentino ha trionfato con la statuetta dorata ringraziando Federico Fellini, i Talking Heads e Diego Armando Maradona. Una storia che ha conquistato il pubblico italiano ma anche quello mondiale, e che ha portato grande sorpresa per la sua trama non lineare. Il regista è d’altronde riuscito a portare l’Oscar a casa come Miglior film straniero, dopo 15 anni dall’ultima statuetta vinta dall’italiano Roberto Benigni nel 1999 per il film La Vita è Bella.
Tutte le curiosità sul film La Grande Bellezza
Paolo Sorrentino si è in primis ispirato, per la realizzazione di questo film, alla famosa dichiarazione di Flaubert che aveva l’intenzione di scrivere un romanzo sul nulla. “Per ‘nulla’ intendeva le voci ei pettegolezzi, i mille modi che abbiamo di perdere tempo” – ha dichiarato il regista – “le cose che ci irritano o ci dilettano ma che durano così poco da farci dubitare del senso della vita. Questo ‘nulla’ costituisce l’intera vita di molte persone“.Ha inoltre voluto rappresentare”la cosa bella della vita“, cioè il fatto che puoi essere sorpreso da qualcosa che avevi deciso fosse volgare e miserabile. Proprio per via di questo significato intenso, La Grande Bellezza è ancora oggi il film più visto in tv negli ultimi vent’anni con 8.861.000 di telespettatori e il 36% di share su Canale 5 in prima serata.

Nel corso di un’intervista, Sorrentino ha inoltre svelato che aveva pensato ad un altro titolo: “L’Apparato Umano”, il nome dell’unico romanzo scritto dal protagonista Jep Gambardella. Proprio quest’ultimo, durante una conversazione, dice: “Chi sono io? C’è un romanzo che inizia cosìCon questa frase si riferisce a Nadja di André Breton, pubblicato nel 1928. Nelle vendite italiane, il film ha inoltre raccolto quasi 7 milioni e 300.000 euro, ai quali si sono aggiunti gli incassi negli altri paesiche hanno portato la cifra totale a circa 21 milioni. Non tutti sanno tra l’altro che il film è dedicato a Giuseppe D’Avanzo, ex giocatore di rugby, giornalista del Corriere e di Repubblica, grande amico di Sorrentino che è morto nel 2011 mentre era in bicicletta a Calcata, vicino Viterbo, durante un allenamento fatto insieme ai colleghi Attilio Bolzoni e Fausto Gianì.
Un altro amico del regista, Francesco Rosi, ha invece diretto la scena del conclave, dove Sorrentino ha fatto un cameo. Tra l’altro, la versione originale e integrale del film raggiunge quasi le tre ore: dalla versione ridotta sono state tagliate un insieme di sequenze nelle quali apparivano gli attori Giulio Brogi e Fiammetta Baralla, ringraziati poi nei titoli di coda. Il film è infine ricco di citazioni famose: quella iniziale è tratta dal libro Viaggio al termine della notte dello scrittore francese Louis-Ferdinand Céline: “Viaggiare è molto utile, fa lavorare l’immaginazione, il resto è solo delusioni e pene. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario: ecco la sua forza, va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose: è tutto inventato“.


