sabato, Aprile 4, 2026

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il giudice smonta gran parte delle accuse dell’attrice

Nuovi sviluppi nella complessa battaglia legale tra Blake Lively e Giustino Baldoni. Un giudice federale ha infatti ridimensionato in modo significativo la causa intentata dall’attrice contro il collega e co-protagonista di Finisce con noirespingendo la maggior parte delle accuse presentate.

Nel dettaglio, sono state archiviate 10 delle 13 contestazioni avanzate da Lively, comprese quelle più gravi legate a molestie, diffamazione e presunta cospirazione. Una decisione che cambia sensibilmente il peso della causa, restringendo il procedimento a tre accuse specifiche: violazione di contratto, ritorsione e favoreggiamento della ritorsione. Questi capi d’accusa saranno ora al centro di un processo civile fissato a New York per il prossimo 18 maggio.

La vicenda affonda le sue radici nel 2024, quando Lively aveva denunciato Baldoni accusandolo di comportamenti inappropriati sul set e di aver orchestrato una campagna mediatica per danneggiare la sua immagine pubblica. Accusa che l’attore ha sempre respinto, sostenendo invece di essere stato vittima di una narrazione distorta e avviando a sua volta un’azione legale.

Nella sua decisione, il giudice ha evidenziato diversi elementi tecnici che hanno portato all’archiviazione di molte accuse. Tra questi, la mancanza di un collegamento giuridico sufficiente con lo stato della California per sostenere le accuse di molestie e il fatto che Lively, durante le riprese, fosse considerata una collaboratrice indipendente e non una dipendente. Anche le accuse di diffamazione sono state respinte, poiché le dichiarazioni contestate rientrano nella legittima difesa pubblica di Baldoni rispetto alle accuse ricevute.

Nonostante ciò, il tribunale ha ritenuto che alcuni accusano legato a una presunta campagna di ritorsione meritano un approfondimento in sede processuale. Secondo la ricostruzione della difesa di Lively, ci sarebbero stati tentativi coordinati di danneggiare la sua reputazione, anche attraverso l’uso strategico dei media e della comunicazione pubblica.

Il processo che si aprirà a maggio sarà quindi decisivo per chiarire questi aspetti ancora controversi. Lively dovrebbe testimoniare direttamente in aula, mentre il caso continua ad attirare grande attenzione mediatica, anche per il coinvolgimento di figure di primo piano e per l’impatto che questa vicenda ha avuto sulla percezione pubblica del film.

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