sabato, Aprile 4, 2026

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Harry in tribunale per deporre nella battaglia legale contro il Mail – Notizie

Terza giornata di presenza consecutiva oggi per il principe Harry all’Alta Corte di Londra nell’ambito delle udienze della battaglia legale avviata assieme ad altri vip – come Elton John, Sadie Frost o Liz Hurley – contro il gruppo editoriale britannico del Daily Mail (Associated Newspapers Limited) per le presunte gravi intercettazioni illegali subite per anni anche tramite il ricorso a investigatori privati ​​e microspie.

Il processo è destinato a protrarsi sulla carta per diverse settimane prima di un verdetto. Il secondogenito di re Carlo III e della defunta lady Diana avrebbe dovuto deporre giovedì come testimone d’accusa, stando al calendario iniziale; ma i tempi sono stati abbreviati dopo l’illustrazione delle argomentazioni contrapposte dei team legali dei denuncianti e di quello che difende l’editore del più noto tabloid della destra populista del Regno.

Non si prevede un margine del procedimento per nuovi incontri fra il principe ribelle e re Carlo, che questa settimana si trova in Scozia. Il palazzo reale ha peraltro fatto sapere nei giorni scorsi di non attendersi coinvolgimenti in questa fase della crociata legale condotta da Harry contro la stampa popolare e di confidare che il duca mantenga un profilo più basso, rispetto a precedenti battaglie vinte in tribunale con altri tabloid, dopo aver avviato di recente un promettente cammino di riconciliazione con il padre (anche se non con il fratello erede al trono William): evitando in particolare d’invocare possibili testimonianze di altri membri di casa Windsor o imbarazzi alla monarchia.

Il principe Harry nella sua testimonianza all’Alta Corte di Londra ha affermato che la sua crociata contro la stampa scandalistica del Regno Unito è nell'”interesse pubblico” e avviene anche per conto delle “migliaia di persone” vittime dell'”‘avidità” mostrata dai tabloid nel reperire informazioni con ogni mezzo.

“Dopo la morte di mia madre nel 1997, quando avevo 12 anni, e il trattamento che le fu riservato dalla stampa, ho sempre avuto un rapporto difficile con loro”, ha aggiunto il secondogenito di re Carlo III, riferendosi agli abusi subiti sistematicamente da Diana fino alla sua morte nell’incidente automobilistico di Parigi. Il principe ha affermato anche di essere stato “condizionato” dalla famiglia reale, nello svolgimento delle sue funzioni pubbliche quando ne era un membro attivo, ad accettare la regola del “mai lamentarsi, mai spiegare”, che ne ha a lungo limitato la possibilità di difendersi rispetto alle invasioni della privacy da parte della stampa.

“Tuttavia, alla fine del 2016, quando la mia relazione con Meghan è diventata pubblica, ho iniziato a sentirmi sempre più turbato dall’atteggiamento di non prendere provvedimenti contro la stampa, in seguito ai feroci e persistenti attacchi, alle molestie e agli articoli invadenti, a volte razzisti, contro mia moglie”, ha detto il duca di Sussex, sottolineando come, sino allo strappo traumatico dai Windsor nel 2020 e al trasferimento negli Usa, non abbia potuto agire liberamente sul fronte legale.

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