L’accordo di pace è siglato e non ci sarà nessun incontro in Svizzera oggi tra le delegazioni di Stati Uniti e Teheran. Khamenei ha detto di aver accettato di fronte a un Trump “disperato”. “Non ci siamo incontrati per disperazione, lo ha fatto l’Iran. Sono finiti! Andremo fino in fondo ai 60 giorni”, ha subito risposto il presidente americano su Truth. Dopo raid di Israele nella notte sul Libano, hanno raggiunto un accordo con Hezbollah per una tregua in vigore dalle 16, ora locale, di oggi.
Idf, manteniamo piena libertà di azione nel sud
Israele continuerà ad avere mano libera nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco concordato con Hezbollah. Ad assicurarlo è stato il portavoce dell’Idf, il generale Effie Defrin, citato dal Times of Israel. Le truppe israeliane continueranno a operare nell’area del castello di Beaufort e ad Ali Taher per demolire i tunnel di Hezbollah che fungono da “centri di comando”. Dunque l’Idf mantiene “piena libertà operativa di azione per rimuovere le minacce in qualsiasi area”, ha assicurato, “non ci sono limiti” su questo.
Hezbollah ha confermato di avere aderito al cessate il fuoco con Israele
Hezbollah ha confermato di avere aderito al cessate il fuoco con Israele. Lo scrive l’agenzia Reuters.
Iran: “Per passare da Hormuz le navi devono chiedere permesso 48 ore prima”
L’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico hanno annunciato nuove procedure per le navi che vogliono transitare per Hormuz dopo la firma dell’accordo Usa-Iran. In una dichiarazione pubblicata dal Teheran Times su X, ha spiegato che nel periodo coperto dall’accordo le navi dovranno presentare la richiesta di attraversamento almeno 48 ore prima di arrivare nello Stretto. Durante i 60 giorni, le tariffe previste non saranno richieste agli armatori ma se ne farà carico il governo della repubblica dell’Iran. Data la presenza delle mine le navi si devono coordinare nel passaggio con l’autorità.
Hezbollah e Israele hanno concordato un cessate il fuoco
Israele e Hezbollah hanno concordato un cessate il fuoco che dovrebbe iniziare alle 16 ora locale di oggi (le 15 italiane). Lo ha dichiarato a Reuters un alto funzionario statunitense. “Hezbollah e Israele hanno concordato un cessate il fuoco”, ha affermato il funzionario in via confidenziale, aggiungendo che i negoziatori degli Stati Uniti e del Qatar hanno raggiunto l’intesa con l’aiuto dell’Iran. “A quanto ci risulta, dopo lo scambio di fuoco avvenuto oggi, Israele e Hezbollah sono ora in un cessate il fuoco”.
Trump: “Stupido dire che la guerra non abbia indebolito Teheran”
“La guerra ha indebolito l’Iran. Non hanno più un’aeronautica, una marina, equipaggiamento antiaereo, radar e praticamente nient’altro. Eppure i democratici dicono che l’Iran sta meglio ora di quanto non stesse quattro mesi fa. Quanto possono essere stupide certe persone?”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump.
Trump: “E’ l’Iran ad avere firmato per disperazione”
“Non ci siamo incontrati per disperazione, lo ha fatto l’Iran. Sono finiti! Andremo fino in fondo ai 60 giorni. Non avranno un soldo, nemmeno dieci centesimi!”. Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump, replicando in direttamente alle affermazioni della Guida suprema iraniano, Mojtaba Khamenei, secondo cui “gli Stati Uniti avevano firmato l’accordo per disperazione”.
Iran: “Condanniamo raid Idf in Libano, Usa responsabili violazione accordo”
Il portavoce del Ministro degli Esteri iraniano ha condannato fermamente le recenti operazioni militari israeliane e “gli atti terroristici” contro diverse regioni del Libano. Ismaeil Baghaei ha messo in guardia dalle immediate conseguenze delle azioni di escalation del regime e ha ritenuto gli Stati Uniti direttamente responsabili, citando le violazioni del memorandum di pace firmato il 17 giugno. Lo scrive Isna.
Iran: “Culto genocida Israele minaccia umanità”
L’Iran ha duramente criticato la minaccia del ministro israeliano della Sicurezza, Itamar Ben-Gvir, di mettere a fuoco l’intero Libano dopo la morte di quattro soldati dell’Idf in uno scontro con Hezbollah. “Questo non è lo sproloquio di un folle genocida qualunque. E’ un post pubblico del ministro della Sicurezza nazionale del regime israeliano”, ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a commento del post di Ben-Gvir. “Il culto della morte genocida con sede a Tel Aviv è una minaccia per tutta l’umanità. Minaccia tutti gli esseri umani. Il suo unico interesse è la guerra permanente”, ha aggiunto.
Cnn, Usa comunicano a Iran che Israele non intende ampliare operazioni in Libano
Gli Stati Uniti avrebbero comunicato all’Iran che Israele non intende ampliare ulteriormente le proprie operazioni militari in Libano, nel tentativo dell’amministrazione Trump di riportare sui binari la seconda fase di delicati negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo riferisce a Cnn una fonte informata, secondo cui “Hezbollah ha violato il cessate il fuoco.
Israele ha accettato di non reagire oltre e questo è stato comunicato agli iraniani. Ora spetta a Hezbollah fermarsi”. Le dichiarazioni arrivano dopo una nuova ondata di raid israeliani in Libano, lanciati in risposta a un attacco attribuito a Hezbollah che avrebbe causato la morte di quattro soldati israeliani nel sud del Paese, nonostante l’accordo tra Stati Uniti e Iran prevedesse la cessazione delle ostilità su tutti i fronti.
Wsj: “Pentagono al Congresso, servono 80 miliardi per la guerra in Iran”
Al Pentagono servono 80 miliardi di dollari per coprire i costi della guerra in Iran e altre spese legate al conflitto. Lo riporta il Wall Street Journal citando l’indicazione del numero due del dipartimento della Difesa a deputati e senatori. Secondo i calcoli di Moody’s Analytics, ai contribuenti americani la guerra in Iran costa almeno 132 miliardi di dollari. La cifra include – mette in evidenza il New York Times – le spese militari, l’aumento dei prezzi dell’energia e i tassi di interesse. Nelle scorse settimane un funzionario del Pentagono ha stimato con il Congresso un costo di 29 miliardi di dollari per le forze armate.
Beirut, salgono a 21 i morti per raid Israele
È salito a 21 morti in Libano il bilancio degli attacchi israeliani delle scorse ore. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese. Durante la notte l’esercito israeliano (Idf) ha colpito obiettivi nel sud e nell’est del Libano. L’Idf ha inoltre comunicato che 4 suoi soldati sono stati uccisi in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano. Secondo la versione fornita dall’Idf, gli attacchi israeliani sono stati effettuati dopo l’uccisione dei 4 soldati in un villaggio vicino alla città di Nabatieh; Israele ha riferito di avere sferrato attacchi contro “siti infrastrutturali di Hezbollah” a Nabatiyeh e in altre zone per “palesi violazioni del cessate il fuoco” e successivamente ha detto di avere colpito anche obiettivi nella Valle della Beqaa, nel Libano orientale, mentre i media libanesi hanno riferito che è stato colpito il villaggio di Douris. Hezbollah dal canto suo ha ammesso di aver preso di mira carri armati israeliani, ma ha affermato che i propri attacchi erano una risposta a quella che ha definito una violazione del cessate il fuoco da parte di Israele. Ha dichiarato che gli attacchi sono avvenuti dopo che le forze israeliane hanno tentato di raggiungere il versante settentrionale della collina di Ali al-Taher, un punto strategico che domina Nabatieh e che le truppe israeliane stanno cercando di conquistare. Nel sud del Libano molti sono stati costretti ad abbandonare i propri villaggi a causa degli attacchi israeliani.
Netanyahu: “Resteremo finché è necessario”
Israele non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal Libano, dopo il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti che ha stabilito la fine delle ostilità su tutti i fronti. “Israele rimarrà nella zona di sicurezza nel sud del Libano per tutto il tempo necessario per la protezione delle comunità del nord”, ha chiarito il primo ministro Benjamin Netanyahu. “Israele non tollererà attacchi ai nostri soldati o al nostro territorio, e Hezbollah pagherà un prezzo molto alto per questi attacchi”, ha assicurato.
Hezbollah: “Noi rotto tregua? Israele non rispetta patti dal 2024”
“Confutando le affermazioni del nemico israeliano secondo cui Hezbollah avrebbe violato il cessate il fuoco, la Resistenza Islamica afferma che il nemico non ha mai rispettato alcun accordo di cessate il fuoco dal 27 novembre 2024 al 16 aprile 2026, fino agli esiti del recente accordo iraniano-americano, che nella sua prima clausola prevedeva la fine della guerra su tutti i fronti, Libano compreso”. Così Hezbollah in una nota riportata dall’agenzia libanese Nna. “Al contrario – prosegue la nota – il nemico israeliano ha persistito nelle sue crescenti violazioni del cessate il fuoco, commettendo massacri e distruggendo edifici residenziali e infrastrutture civili. Ha continuato le sue incursioni di terra tentando di infiltrarsi e impadronirsi di villaggi e aree che non era in grado di raggiungere prima dell’accordo”. “Come sua consuetudine, il nemico, per compensare la propria incapacità di affrontare i combattenti della resistenza e per nascondere i propri fallimenti e le perdite subite sul campo di battaglia, ricorre a massacri contro i civili e ad attacchi contro villaggi sicuri, come è accaduto oggi in seguito al respingimento, da parte dei valorosi combattenti della resistenza, del suo tentativo di avanzare verso la collina di Ali al-Taher la scorsa notte”.
Netanyahu: “Hezbollah pagherà prezzo molto alto per soldati uccisi”
Hezbollah “pagherà un prezzo molto alto” per l’uccisione di quattro soldati israeliani nel sud del Libano. Parola del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu affermando che “Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o il nostro territorio e farà pagare un prezzo molto alto a Hezbollah per questi attacchi”. Netanyahu ha poi aggiunto che “come ho chiarito inequivocabilmente, anche ieri, Israele rimarrà nella zona di sicurezza nel Libano meridionale finché sarà necessario per proteggere le comunità del nord”.
Netanyahu, colpiti 80 obiettivi Hezbollah
Benjamin Netanyahu ha dato ordine di “colpire con forza Hezbollah” dopo “il criminale attacco” nel sud del Libano in cui hanno perso la vita 4 soldati dell’Idf e che “rappresenta una palese violazione del cessate il fuoco”. L’Idf ha attaccato oltre 80 obiettivi terroristici ed eliminato decine di miliziani, ha reso noto il primo ministro israeliano parlando con Channel 12, “Successivamente, questa mattina l’Idf ha colpito comandi di Hezbollah nella Beqaa”. “Questa mattina ho tenuto una valutazione della situazione con il ministro della Difesa e il capo di Stato maggiore. La mia direttiva è chiara: Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o contro il nostro territorio, e farà pagare a Hezbollah un prezzo molto alto per questi attacchi” ha aggiunto Netanyahu, “L’Idf agirà per sventare ogni minaccia contro le nostre forze e il nostro territorio. Come ho chiarito in modo inequivocabile, anche ieri: Israele resterà nella fascia di sicurezza nel sud del Libano per tutto il tempo necessario a proteggere le comunità del nord”.
Netanyahu: “Idf in Libano finché servirà, Hezbollah pagherà cari gli attacchi”
“Questa mattina ho tenuto una riunione di valutazione della situazione con il ministro della Difesa e il Capo di Stato Maggiore. Le mie istruzioni sono chiare: Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o il nostro territorio e farà pagare a caro prezzo a Hezbollah questi attacchi”. Lo ha affermato il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una nota.
“Come ho chiarito inequivocabilmente, anche ieri: Israele rimarrà nella zona di sicurezza nel Libano meridionale finché sarà necessario per proteggere le comunità del nord”.
Hormuz, mai così tanti transiti di navi da metà aprile
Sono un totale di 25 le navi commerciali che hanno oltrepassato lo stretto di Hormuz nella sola giornata di ieri, un volume di cinque volte superiore alla media dei primi dieci giorni di giugno e inedito da metà aprile: è quanto emerge da dati pubblicati dalla piattaforma di informazione marittima AxsMarine. Dai 28 transiti registrati il 18 aprile, mai si erano registrate così tante navi (25) transitate dallo stretto di Hormuz in una sola giornata. Un’apertura direttamente legata all’accordo firmato il giorno prima da Usa e Iran.
Cnn, Iran chiede la fine delle ostilità in Libano per riprendere i colloqui
L’Iran ha chiesto garanzie sulla fine delle ostilità in Libano prima di riprendere i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera, ha riferito alla Cnn un diplomatico a conoscenza della questione. “Gli iraniani hanno chiesto garanzie sulla fine delle ostilità in Libano, come previsto dall’accordo firmato”, ha affermato il diplomatico, aggiungendo che “i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione”. La fonte ha descritto i colloqui previsti come “temporaneamente sospesi a seguito degli attacchi israeliani in Libano”, senza specificare quando i mediatori prevedano una ripresa.
Araghchi a Khamenei: “Farò ogni sforzo per proteggere interessi iraniani”
“Le assicuro che tutta la potenza dell’apparato di politica estera del Paese sarà impiegata per garantire i supremi interessi della Repubblica Islamica dell’Iran, proteggere i diritti della nobile nazione iraniana e salvaguardare la dignità, l’indipendenza e l’autorità di questa terra, nel quadro dei principi e dei fondamenti auspicati” e “non risparmieremo alcuno sforzo per raggiungere questi obiettivi e proteggere gli interessi nazionali”. Così il ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghchi, in un messaggio inviato alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Idf: “Eliminati decine terroristi e colpiti oltre 80 obiettivi nel sud del Libano”
“In risposta alle violazioni del cessate il fuoco di Hezbollah, nel corso della notte l’Idf ha attaccato oltre 80 obiettivi nell’area di Nabatieh e altre zone nel sud del Libano. Decine di terroristi di Hezbollah sono stati eliminati. Inoltre, l’Idf ha eliminato due terroristi che stavano scappando su una motocicletta da una zona da cui avevano lanciato razzi contro le truppe israeliane nel sud del Libano”. Lo comunica il portavoce dell’Idf in una nota, aggiungendo che, in un raid oggi nella zona della Bekaa, l’esercito ha preso di mira “due quartieri generali di Hezbollah da cui stavano operando terroristi dell’organizzazione”.
Ft: “Colloqui Usa-Iran saltati per gli attacchi israeliani in Libano”
“I colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera sono stati rinviati a causa della serie di attacchi aerei letali sferrati da Israele nel Libano meridionale, secondo quanto riferito da tre fonti informate sulla questione”. Lo riporta il Financial Times. L’Iran non ha inviato una delegazione in Svizzera per i colloqui sul nucleare a causa degli attacchi, hanno affermato le fonti. “Gli iraniani hanno chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall’accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione”, ha dichiarato un diplomatico a conoscenza della questione.
Tajani: “Missione Hormuz? Italia farà sua parte ma in cornice internazionale”
Un’eventuale missione a Hormuz a cui l’Italia potrebbe partecipare “dovrà essere internazionale e frutto di un accordo ad ampio raggio. Noi siamo pronti a fare la nostra parte quando sarà necessario, adesso mi pare ancora troppo presto, si dovrà consolidare la situazione del cessate il fuoco”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della presentazione della campagna ‘Viaggiare Sicuri 2026’ presso l’Unità di Crisi della Farnesina. “L’Italia è pronta a fare la sua parte in Libano come, se sarà necessario, saremo pronti a fare la nostra parte per tutelare la libertà di navigazione. Vedremo quello che accadrà quando sarà consolidato questo cessate il fuoco, saremo sempre parte di operazioni internazionali”, ha concluso il titolare della Farnesina.
Tajani: “Oggi riapre nostra ambasciata, situazione migliora”
“Stiamo aggiornando, visto il miglioramento della situazione, anche la sezione che riguarda l’Iran: da oggi riapre la nostra ambasciata a Teheran. Di conseguenza, con una situazione che migliora, si evolvono in positivo anche le indicazioni che diamo per tutta l’area del Golfo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, alla presentazione della campagna ‘Viaggiare Sicuri 2026’ presso l’Unità di crisi della Farnesina. Il cessate il fuoco che è stato raggiunto con l’accordo Usa-Iran “ci permette infatti di rendere più flessibili le informazioni che forniamo ai cittadini italiani che si recano in quella parte del mondo”, ha detto ancora Tajani.
Clinton: “Piano Trump su Gaza, a tanti non piace ma è il meglio che abbiamo”
Il piano in 20 punti per Gaza “non è quello che molti di noi avrebbero elaborato, ma rimane l’unico quadro supportato da sufficiente influenza, impegno politico e risorse potenziali per spingere le parti verso l’attuazione”. Lo scrive in un commento pubblicato dal Financial Times l’ex Segretario di Stato Usa Hillary Clinton. “Il Board of Peace e il piano contengono elementi che molti governi non gradiscono o con cui non concordano – prosegue – Alcuni sono a disagio con la sequenza politica, scettici riguardo alle disposizioni sulla governance e la rappresentanza palestinese, o diffidenti nel riporre fiducia in un quadro guidato dagli Stati Uniti in un momento in cui la fiducia nella leadership statunitense si è affievolita. Molti sono comprensibilmente scettici nei confronti di un approccio così strettamente associato a Donald Trump. Comprendo questo scetticismo e in parte lo condivido. Eppure, se persino io, un oppositore irriducibile del presidente Trump, posso accettare che questa sia la migliore opzione in una situazione terribile, allora sicuramente possono farlo anche altri”. Secondo Clinton “si verifica una particolare forma di paralisi diplomatica quando i governi decidono che la perfezione è nemica del possibile”. Ma “non possiamo” attendere, “nessuno di noi può. Non esiste un quadro alternativo pronto all’uso. Nessuna coalizione rivale sta preparando silenziosamente una proposta più valida.
Iran: “Negoziati con Usa vincolati a nostre linee rosse”
Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha insistito sulla necessità di rispettare le “linee rosse” dell’Iran durante i futuri colloqui con gli Stati Uniti. “Come abbiamo dimostrato nel corso dei precedenti negoziati, restiamo fermi nel rispettare le condizioni e le linee rosse stabilite e nel difendere gli interessi della nazione iraniana”, ha dichiarato Ghalibaf, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna. “Se il nemico dovesse eccedere” nelle sue richieste, “abbiamo dimostrato di essere pronti a reagire e non esiteremo a dare una risposta decisa”, ha aggiunto Ghalibaf, anche influente presidente del Parlamento iraniano.
Media: “Pakistan sbalordito dalla decisione di Teheran di non partecipare ai colloqui in Svizzera”
Il Pakistan è “sbalordito” dalla decisione dell’Iran di non partecipare ai colloqui con gli Usa che erano in programma per oggi in Svizzera. Lo hanno riferito ad Associated Press due funzionari regionali. Altre due fonti regionali hanno fatto sapere ad AP che dopo il rinvio dei colloqui Iran-Usa in Svizzera i mediatori sono ora concentrati sul placare i combattimenti in Libano e riprogrammare gli incontri; e una di queste fonti ha confermato che l’Iran si è ritirato dall’incontro in Svizzera proprio a causa dei combattimenti in Libano e delle dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, descrivendoli come una violazione dell’accordo provvisorio fra l’Iran e gli Stati Uniti.
Herzog: “Immenso dolore per militari uccisi, vicini alle famiglie”
“Una mattina difficile e profondamente dolorosa. Con immenso dolore ci siamo svegliati con l’amara notizia della morte di quattro dei nostri figli in battaglia in Libano, tra cui il compianto Tenente Colonnello Dor Ben Simhon, comandante del 52mo Battaglione della Brigata 401”. Così su X il presidente di Israele Isaac Herzog. “Circa due mesi fa, dopo che il comandante del battaglione, il Tenente Colonnello Y., era rimasto gravemente ferito in combattimento, Dor aveva assunto il comando e da allora aveva guidato i suoi soldati al fronte con determinazione e senso di responsabilità – prosegue – Il Tenente Colonnello Dor Ben Simhon e i tre soldati caduti, i cui nomi non sono ancora stati resi noti, si uniscono a una lunga e insopportabilmente dolorosa lista di figli e figlie caduti in difesa della patria e del popolo. Ognuno di loro rappresentava un mondo intero, con sogni, speranze e aspirazioni spezzati in un istante”. “Insieme all’intero popolo di Israele, abbracciamo le amate e preziose famiglie e porgiamo loro le nostre più sentite condoglianze in questo momento difficile. Preghiamo per la guarigione dei feriti e per il benessere di tutti i soldati e le forze di sicurezza delle Forze di Difesa Israeliane. Che la memoria dei nostri eroi sia benedetta”.
Media: “Raid Idf sul Libano, colpiti obiettivi nella Bekaa e nel sud”
“Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno appena attaccato le infrastrutture terroristiche di Hezbollah nella valle della Bekaa, in risposta alle ripetute violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, che continua a pianificare e attuare attentati terroristici contro le forze israeliane”. Così su X il portavoce dell’esercito israeliano, dopo la diffusione della notizia della morte di 4 militari a opera di Hezbollah. Secondo Al-Jazeera due attacchi di droni israeliani hanno preso di mira la città di Harouf, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. La testata araba riporta inoltre di un attacco aereo israeliano sulla città di Sajd, nel distretto di Jezzine, nel Libano meridionale. L’agenzia libanese Nna segnala attacchi in diverse zone del Paese.
Pasdaran a Khamenei: “Un tuo cenno e colpiremo i nemici più forte”
“Se il nemico intende proseguire con i suoi eccessi, le Guardie Rivoluzionarie diventeranno una forza ancora più potente di prima su terra, mare, aria e su tutti i campi di battaglia, e al minimo accenno da parte di Mojtaba Khamenei, infliggeranno loro una sconfitta storica ben più grave”. Così, in un messaggio inviato alla Guida Suprema riportato da Iran International, le Guardie Rivoluzionarie dell’Iran. “L’amata nazione e i guerrieri dell’Islam sono come una solida montagna, sostenuti dai loro statisti”, si legge ancora nella dichiarazione.
Smotrich sul Libano: “E’ ora di aprire le porte dell’inferno”
“Una mattinata difficile… È ora di parlare con il fuoco. E di aprire le porte dell’inferno”. Così su X il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, commentando gli ultimi sviluppi sul fronte libanese contro Hezbollah.
Lapid contro Netanyahu: “Distrugge le relazioni con il mondo”
Il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid attacca il governo Netanyahu e lo accusa di provocare il deterioramento dei rapporti internazionali di Israele. “Nelle ultime 24 ore, il vicepresidente degli stati uniti si è arrabbiato in conferenza stampa per Smotrich e Ben Gvir, il ministro degli esteri Sàar ha interrotto i rapporti con il ministro degli Esteri dell’unione europea e il presidente Trump ha detto che Netanyahu sta mostrando irresponsabilità in Libano”, ha scritto su Lapid, capo del partito centrista Yesh Atid. “Se non sostituiamo rapidamente questo governo, le relazioni estere di Israele saranno cancellate”.
Ben Gvir: “Tutto il Libano deve bruciare”
“Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare”. Così su X il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir, dopo che è stata diffusa la notizia di 4 militari uccisi da Hezbollah in Libano. “Con tutto il rispetto per gli americani – aggiunge – Israele deve chiarire all’intero mondo che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono alla mercé di nessuno. Tutto il Libano deve bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Idf, e questo impegno prevale su ogni altra considerazione”.
L’Idf: “Quattro soldati uccisi nel sud del Libano”
Quattro soldati israeliani dell’Idf sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con Hezbollah nel sud del Libano la scorsa notte. Lo ha annunciato stamattina il portavoce dell’Idf, ripreso dalle testate israeliane. Tra i caduti figura il tenente colonnello Dor Gedaliah Ben Simhon, comandante del 52° battaglione della 401 brigata corazzata. I nomi degli altri caduti non sono stati ancora resi noti.
Idf bombarda il Libano meridionale: almeno 16 vittime
Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver effettuato raid aerei durante la notte e di aver continuato ad attaccare terroristi e infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale. Lo scrive il Times of Israel, aggiungendo che gli attacchi sono stati una risposta alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico sostenuto dall’Iran. L’agenzia di stampa statale libanese afferma che almeno 16 persone sono state uccise nei raid aerei israeliani.
La Casa Bianca: “Vance non partirà per la Svizzera”
La Casa Bianca ha annunciato che il vicepresidente statunitense JD Vance non partirà oggi per la Svizzera, dove avrebbe dovuto guidare un nuovo ciclo di negoziati con l’Iran sul suo programma nucleare. Secondo l’amministrazione americana, il rinvio è dovuto a difficoltà logistiche legate ai colloqui tecnici destinati a definire i dettagli di un accordo firmato il giorno precedente dal presidente Donald Trump. In una nota ufficiale, la Casa Bianca ha precisato che i dettagli organizzativi dei colloqui tecnici non sono ancora stati finalizzati, pur sottolineando che la delegazione statunitense è pronta a partire non appena le condizioni lo consentiranno.
Trump: “Non ci sono limiti al mio potere”
Trump ha ammesso ad Axios di aver negoziato l’accordo con l’Iran per evitare che il conflitto degenerasse in una depressione economica globale. Ciononostante, ha negato di essere stato in qualche modo ridimensionato da quell’esperienza. “Non ci sono limiti al mio potere”, ha sottolineato. “non ho imparato nessuna lezione”, ha aggiunto.
Trump: “L’accordo con l’Iran è una loro resa incondizionata”
Donald Trump ha insistito nel sostenere che gli stati Uniti hanno sconfitto l’Iran “in modo totale”, e che il memorandum d’intesa “probabilmente equivale a una resa incondizionata”. In un’intervista ad Axios il presidente ha rivendicato il blocco navale imposto dagli Usa. “Chi altro avrebbe potuto attuare un blocco simile? Io ho effettuato un blocco navale in cui nessuna nave è riuscita a passare”.
Trump: “Dobbiamo mantenere Netanyahu sano di mente”
“Con Bibi è tutto normale, ma lo dobbiamo mantenere sano di mente”. Lo ha detto Donald Trump, in un’intervista ad Axios, in riferimento al premier israeliano Benjamin Netanyahu.
L’Onu: “Dignità per Gaza”
Il sottosegretario generale per gli Affari umanitari e coordinatore dei soccorsi d’emergenza dell’Onu, Tom Fletcher, ha affermato che la popolazione di Gaza merita di recuperare la sua “dignità” e non solo di sopravvivere. Ha poi criticato Israele per gli ostacoli posti all’arrivo degli aiuti umanitari. Fletcher ha spiegato anche che, se dalla tregua di ottobre nell’enclave palestinese entrano in media un centinaio di forniture umanitarie al giorno, “questi fragili miglioramenti sono solo una frazione di ciò di cui i palestinesi hanno bisogno e che possiamo offrire, e di ciò che richiede il diritto umanitario internazionale. Non possiamo permettere che i bambini, pur se risparmiati dai bombardamenti quotidiani, siano morsi dai topi, restino affamati, senza casa e fuori da scuola”, ha affermato il capo dell’Ocha, “non basta far tacere l armi, dobbiamo ripristinare la dignità”. Di qui l’appello a Israele perché lasci entrare senza restrizioni beni cruciali come carburante e attrezzature mediche.
Witkoff: “L’Iran inviterà gli ispettori dell’Aiea”
L’Iran inviterà l’Agenzia nucleare delle Nazioni Unite (Aiea) a ispezionare i suoi siti nucleari e a avviare le attività di identificazione e scavo dei depositi di materiale arricchito. Lo ha detto l’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, al Congresso durante un briefing a porte chiuse. Witkoff ha detto ai leader del Congresso e ai membri delle commissioni che si occupano di sicurezza nazionale che il memorandum d’intesa stipulato tra gli Stati Uniti e l’Iran non includeva accordi collaterali, ma è stata redatta una lettera tra Teheran e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica per estendere l’invito.
Iran: “Orari prestabiliti per navigare nello Stretto di Hormuz”
Il Consiglio di Sicurezza nazionale iraniano ha commentato il memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti e la riapertura dello Stretto di Hormuz, affermando che “a causa delle condizioni particolari e della presenza di rischi per la sicurezza lungo la rotta, nonché della necessità di garantire una navigazione sicura e prevenire incidenti marittimi, è necessario che le navi transitino attraverso la rotta in orari prestabiliti, in modo che la capacità di traffico possa aumentare gradualmente”. Inoltre, per sessanta giorni, “non verrà addebitata alcuna commissione ai richiedenti”.


