sabato, Aprile 4, 2026

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Gaza, le news dopo l’accordo Israele – Hamas 

Israele ha eretto quasi 1.000 barriere in Cisgiordania soffocando ulteriormente la libertà di movimento dei palestinesi e ostacolando la vita quotidiana. Lo sostiene la Commissione per la colonizzazione e la resistenza al muro dell’Anp affermando che dall’inizio della guerra a Gaza sono stati installati 916 cancelli, barriere e muri.

Tra le nuove barriere ci sono cancelli metallici installati agli ingressi di molti villaggi e città, e tra le città, che bloccano l’accesso. I palestinesi affermano che i cancelli hanno orari di apertura irregolari, e alcuni rimangono chiusi per giorni

Processo Netanyahu, udienza di domenica cancellata su richiesta dell’avvocato

L’udienza di domenica del processo al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stata annullata su richiesta del suo avvocato difensore. Lo ha deciso il tribunale distrettuale di Tel Aviv. La testimonianza di Netanyahu nel processo a suo carico per corruzione e frode avrà luogo martedì e mercoledì.

Netanyahu congela nomina inviato Centro coordinamento Gaza

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha congelato la nomina di Michael Eisenberg a rappresentante del governo al Centro di coordinamento civile-militare a guida Usa incaricato di attuare l’intesa per Gaza. Lo scrive Ynet. Eisenberg, imprenditore di spicco nel settore della tecnologia, ha contribuito alla nascita della Gaza Humanitarian Fundation, che ha gestito gli aiuti nella Striscia dopo l’estromissione delle Nazioni Unite, e ha una solida rete di contatti in tutta la regione e con gli Stati Uniti. Netanyahu ne aveva approvato personalmente la nomina qualche settimana fa, poi è arrivata la frenata. Colpa, secondo Ynet, delle posizioni piuttosto nette dell’uomo d’affari a favore della partecipazione degli ultraortodossi alla vita economica e al servizio militare, argomento politicamente sensibile nel mezzo delle proteste degli studenti delle Yeshiva contro la coscrizione.

Ragazzo precipita da palazzo, protesta haredi sospesa

E’ stata sospesa la manifestazione di protesta e preghiera organizzata dagli ebrei ultraortodossi per protestare contro la mancanza di una legge che li esoneri in maniera formale e definitiva dal servizio militare. Un ragazzo di circa vent’anni è precipitato da un grattacielo in costruzione a Gerusalemme ed è morto. Altri due incidenti simili si sono verificati lungo il percorso della manifestazione e le vittime sono in condizioni gravissime. Gli organizzatori hanno deciso di non intonare più canti né slogan e la folla, secondo quanto riportano media israeliani, si sta disperdendo. Centinaia di haredi, la frangia più estremista dell’ortodossia ebraica, si sono arrampicati su gru, impalcature ed edifici in costruzione per assistere alla manifestazione e documentarla sui social e ora viene chiesto loro attraverso gli altoparlanti e i megafoni di non muoversi e di aspettare l’arrivo dei soccorsi che li aiuteranno a scendere in sicurezza.

Netanyahu, forze estere disarmeranno Hamas o lo faremo noi

Sarà la forza internazionale di pace a disarmare Hamas e, se non farà, ci penserà l’esercito israeliano. Lo ha dichiarato il Primo Ministro Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di laurea di un corso per ufficiali di combattimento presso la Prima Accademia Militare. “I risultati dell’Idf in guerra vengono studiati nelle accademie militari di tutto il mondo” ha detto agli ufficiali, secondo quanto riferisce Ynet, ricordando che il suo governo “è determinato a riportare a casa tutti gli ostaggi caduti”. “Non cederemo finchè non li avremo riportati tutti a casa” ha concluso “alla fine, Hamas sarà disarmata e Gaza sarà smilitarizzata. Se lo faranno le forze straniere, ci penseremo noi”.

Katz: “Dopo fine combattimenti, smilitarizzeremo Gaza e distruggeremo tunnel”

“Si prevede che gli intensi combattimenti nella Striscia di Gaza finiranno, ma ci attendono ancora molte sfide su diversi fronti e non cesseremo di agire finché non le avremo vinte”. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz intervenendo alla cerimonia di laurea dei cadetti dell’Idf alla scuola ufficiali Bahad 1 nel sud di Israele. “Non ci fermeremo finché non realizzeremo gli obiettivi generali che ci siamo prefissati ha aggiunto – la smilitarizzazione di Gaza e lo smantellamento delle armi di Hamas, insieme alla completa distruzione dei tunnel del terrore”. “Israele insisterà sulla piena attuazione dell’accordo – ha detto ancora – e non si fermerà finché non saranno tornati a casa, per la sepoltura in Israele, tutti gli ostaggi caduti, oltre ai comandanti e ai soldati”. Riguardo agli Houthi sostenuti dall’Iran nello Yemen, Katz ha avvertito che “gli Houthi pagheranno un prezzo elevato per i loro tentativi di colpire il fronte interno israeliano negli ultimi due anni. Non abbiamo ancora detto l’ultima parola”.

Israele, consegnati due corpi di ostaggi da Hamas

L’Idf afferma che la Croce Rossa ha informato l’esercito israeliano di aver ritirato poco fa due bare, contenenti presumibilmente i corpi di due ostaggi uccisi, da Hamas nella zona centrale di Gaza. La Croce Rossa sta ora portando le bare alle truppe dell’Idf all’interno della Striscia, dove si terrà una piccola cerimonia presieduta da un rabbino militare. Lo riporta il Times of Israel.

Croce Rossa verso punto di recupero corpi ostaggi

I veicoli della Croce Rossa solo partiti alla volta del luogo della Striscia di Gaza in cui saranno riconsegnati i corpi di due ostaggi. Lo riporta il Times of Isarel. Hamas ha affermato due giorni fa di aver “recuperato” i resti di due ostaggi dei quali il gruppo terroristico non ha specificato l’identità. Secondo Idf e Shin Bet, i corpi restituiti sono quelli di due militari israeliani uccisi durante l’attacco del 7 ottobre.

‘Usa accelerano su creazione di una forza internazionale a Gaza’

Gli Usa stanno accelerando sulla creazione di una forza internazionale da schierare a Gaza e intendono presentare un piano nelle prossime settimane. Lo hanno dichiarato ad Axios tre fonti strettamente coinvolte in questo processo. E’ il Comando centrale degli Stati Uniti ad avere assunto la guida del piano che stesura prevede una nuova forza di polizia palestinese – addestrata e valutata da Stati Uniti, Egitto e Giordania – insieme a truppe provenienti da paesi arabi e musulmani come Indonesia, Azerbaigian, Egitto e Turchia. “Se non avremo una sicurezza e una governance affidabili a Gaza, accettate dagli israeliani, rimarremo bloccati in una situazione in cui Israele attaccherà di continuo”, ha affermato una fonte coinvolta nella pianificazione.

Erdogan critico con Merz su Gaza, bisogna porre fine a genocidio

“C’è un’affermazione che non posso sottoscrivere. Purtroppo, oltre 60.000 persone sono morte in questo processo, e Hamas non possiede bombe o armi nucleari: Israele le possiede e le ha usate, per esempio, ieri sera”. Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan in conferenza stampa con Friedrich Merz, rispondendo a quanto affermato in precedenza dal cancelliere tedesco, che ha ribadito come la Germania “resta al fianco di Israele”, ma “questo non vuole dire che non può criticarne le azioni”. La guerra continua e Israele minaccia di limitare ulteriormente le consegne di cibo a Gaza, ha affermato Erdogan, invitando Merz a “lavorare insieme per porre fine a questo genocidio e a questa fame; questo è il nostro dovere umanitario”.

Gerusalemme, alla marcia ultraortodossi contro la leva aggredita una reporter

Centinaia di migliaia di israeliani ultra-ortodossi si sono radunati all’ingresso di Gerusalemme per una grande manifestazione di preghiera contro i tentativi di arruolare gli haredi – i più conservatori tra gli ortodossi – nelle Forze di Difesa israeliane. I manifestanti hanno bloccato l’ingresso alla città e riempiono le strade con cartelli blu e gialli che recitano: “La Russia è qui” e “Stalin è qui”. Diversi i giovani in corteo davanti alla stazione ferroviaria con uno striscione del Forum degli Ostaggi e delle Famiglie Scomparse, presumibilmente rubato da un’abitazione vicina, con lo slogan: “Riportare indietro gli ostaggi, riportare la speranza”. I manifestanti anti-coscrizione si sono regolarmente appropriati degli slogan e dei simboli del movimento per un accordo sugli ostaggi, chiedendo il rilascio dei renitenti alla leva e suscitando proteste da parte dell’Hostages Families Forum.
Secondo quanto riporta il Times of Israel, le guardie di sicurezza hanno chiuso a chiave le porte della stazione centrale degli autobus dopo che gli haredim hanno iniziato a discutere con le persone che uscivano dall’edificio, lanciando bottiglie d’acqua e chiamando le donne “shiksa”, termine spregiativo usato per le donne non ebree. Una giornalista di Channel 12 presa di mira con un lancio di bottiglie d’acqua e bastoni si è dovuta riparare dietro il cordone di agenti di polizia, criticati dal sindacato dei giornalisti per non essere intervenuti. Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha condannato la protesta. “Voglio dire a tutti questi giovani, che hanno partecipato alla vergognosa manifestazione ‘Moriremo piuttosto che arruolarci’: se potete recarvi a una protesta, potete recarvi in un centro di reclutamento; se potete marciare per strada, potete marciare nell’addestramento di base e difendere lo Stato di Israele”, ha detto in un messaggio video “Ciò che è stato, non sarà più: tutti si arruoleranno, tutti lavoreranno, tutti andranno al centro di reclutamento, tutti difenderanno lo Stato”

Netanyahu al centro di coordinamento Usa: “Sforzo congiunto per disarmare Hamas”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è recato presso il Centro di coordinamento civile-militare a guida Usa a Kiryat Gat, nel sud di Israele, incaricato di monitorare il rispetto del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e l’invio di aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Lo rende noto l’ufficio del premier israeliano spiegando che durante la visita, avvenuta ieri sera, Netanyahu ha parlato con il comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, e con il generale Patrick Frank. Netanyahu è rimasto “colpito dallo sforzo congiunto tra Israele e Stati Uniti per promuovere e attuare il quadro del presidente Trump”, si legge nella nota diffusa dall’ufficio del premier israeliano.

“Stiamo lavorando insieme per raggiungere l’obiettivo concordato con il presidente Trump: disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza, mantenendo al contempo la nostra sicurezza”, ha affermato l’ufficio di Netanyahu.
Nella nota si legge anche che la partnership tra Stati Uniti e Israele si basa su “valori condivisi” e sul principio secondo cui “Israele mantiene la propria libertà d’azione” e detiene la responsabilità della sicurezza delle proprie forze militari.

Media: “Israele si prepara a ricevere le salme di due ostaggi alle 15”

Israele si sta preparando a ricevere da Hamas alle 16 ora locale, le 15 in Italia, le salme di due ostaggi ancora nell’enclave palestinese. Lo scrive il quotidiano Haaretz. Il sito di Ynet ricorda che l’altro ieri l’organizzazione ha annunciato in un comunicato ufficiale di aver ritrovato i corpi degli ostaggi israeliani Amiram Cooper e Sahar Baruch.

Se confermata, la restituzione dei corpi avviene dopo più di una settimana dall’ultima consegna di salme da parte di Hamas, quando martedì sera Arie (Zalman) Zalmanovich e Tamir Adar sono stati restituiti al Paese.

Israele, attesa la protesta degli ortodossi e blocchi delle strade contro la leva

Una grande protesta di piazza degli ebrei ultraortodossi contrari alla leva obbligatoria nell’esercito israeliano è attesa nel pomeriggio a Gerusalemme, dove si prevedono possibili blocchi stradali e disagi. Lo scrive il Times of Israel, che ricorda come si tratti della prima manifestazione che riunisca tutte le sette fazioni haredim, cioè dell’ortodossia religiosa, in Israele, che raramente si mescolano fra loro, in almeno 10 anni.
La manifestazione, che nelle attese dei promotori mobiliterà centinaia di migliaia o addirittura un milione di persone, è stata organizzata in risposta alla repressione degli ortodossi che rifiutano di arruolarsi nell’Idf degli ultimi mesi, che ha portato a oltre 870 arresti, pari al 7% dei 6.975 ultraortodossi dichiarati renitenti alla leva. L’inizio della manifestazione è previsto per le 14.30 locali (le 13.30 italiane) ma i media prevedono l’ingresso principale di Gerusalemme resterà bloccato per diverse ore a partire da mezzogiorno (le 11 italiane), causando gravi disagi

Soccorritori turchi ancora fermi a Rafah, manca l’ok di Israele

I soccorritori turchi pronti a intervenire nella Striscia di Gaza per contribuire alla ricerca delle salme degli ostaggi sono ancora fermi al valico di Rafah, in attesa dell’autorizzazione da parte di Israele per poter entrare nell’enclave palestinese. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Ankara spiegando che 81 specialisti inviati dall’Agenzia turca per la gestione dei disastri (Afad) per operazioni di ricerca e soccorso sono in attesa sul lato egiziano del valico di Rafah. “La missione Afad è ancora in attesa al confine. Israele non ha ancora rilasciato l’autorizzazione”, ha spiegato una fonte turca citata dall’Afp, aggiungendo che “Israele non stia rispettando tutte le condizioni del cessate il fuoco”

Onu, Israele: “Albanese è una strega”. La risposta: “Avessi poteri li userei per farvi incarcerare”

Onu, Israele: “Albanese è una strega”. La risposta: “Avessi poteri li userei per farvi incarcerare”



Anp: “Israele ha eretto quasi mille barriere in Cisgiordania”

Israele ha eretto quasi 1.000 barriere in Cisgiordania soffocando ulteriormente la libertà di movimento dei palestinesi e ostacolando la vita quotidiana. Lo sostiene la Commissione per la colonizzazione e la resistenza al muro dell’Anp affermando che dall’inizio della guerra a Gaza sono stati installati 916 cancelli, barriere e muri. Tra le nuove barriere ci sono cancelli metallici installati agli ingressi di molti villaggi e città, e tra le città, che bloccano l’accesso. I palestinesi affermano che i cancelli hanno orari di apertura irregolari, e alcuni rimangono chiusi per giorni

Raid Idf in Libano, il premier denuncia una violazione della tregua

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver condotto un raid nella notte nel villaggio di Blida, sul lato libanese del confine con Israele, nell’ambito di un’operazione per distruggere infrastrutture civile utilizzata da Hezbollah. In una nota si legge che i militari israeliani hanno aperto il fuoco dopo aver percepito “una minaccia per i soldati”. I media libanesi avevano riferito in precedenza che una persona era stata uccisa nel raid. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha definito lattacco israeliano all’edificio come una “palese violazione della sovranità del Libano”. E ha aggiunto che “continueremo a fare pressione sulle Nazioni Unite e sui Paesi che sostengono l’accordo di cessate il fuoco affinché cessino queste ripetute violazioni” e si arrivi al “completo ritiro delle forze israeliane dal nostro territorio”

Trump: “Gaza è tornata al cessate il fuoco”

“Gaza è tornata al cessate il fuoco”: lo ha detto Donald Trump dopo l’incontro con Xi in Corea del Sud

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