giovedì, Aprile 9, 2026

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È morta Valeria Fedeli, ex ministra dell’Istruzione

È morta Valeria Fedelivicepresidente del Senato ed ex ministra dell’Istruzione durante il governo Gentiloni. Aveva 76 anni. Nata a Treviglio (Bergamo) nel 1949 aveva iniziato la sua carriera nella Cgil, diventando una dirigente sindacale. In politica approda nel 2013, al Senato con il Pd, e viene anche nominata vicepresidente a palazzo Madama, subentrando a Pietro Grasso.

Al governo la chiama il premier Paolo Gentiloni affidandole il ministero dell’Istruzione nel 2016. Poi ancora in Senato nel 2018, sempre con il Pd. Sempre in prima fila nelle battaglie femministe, era stata tra le fondatrici del movimento ‘Se non ora, quando?’.

Era sposata con Achille Passonigià senatore ed ex commissario Pd in ​​Sardegna.

La solidarietà del mondo politico

“Dirigente sindacale, senatrice, valente ministra nel governo che ho presieduto. Una donna coraggiosa, battagliera, capace di dialogo. Un abbraccio ad Achille. Riposi in pace”. Lo scrivo su X Paolo Gentiloni.

“Ricordo Valeria Fedeli come una donna intelligente, sensibile e molto lucida. E personalmente ricordo l’affetto con cui mi ha accompagnato sia negli anni del governo, quando era vicepresidente del Senato, sia negli ultimi anni”, dice Matteo Renzi. “Era facile volerle bene ed era bello farlo. Ad Achille, ai suoi cari, alla sua Cgil, al Pd, l’affetto e le condoglianze più profonde mie e di tutta Italia Viva”, concludono.

“La nostra comunità è profondamente colpita ed addolorata dalla scomparsa della cara Valeria Fedeli. – così Irene Manziresponsabile nazionale scuola del Pd – Per Valeria quasi tutto era ‘politico’ ed è attraverso questa chiave che ha dato il suo contributo alla storia recente della sinistra italiana. Le siamo tutti grati per ciò che ci ha lasciato e ci mancherà nel profondo”.

“Donna coraggiosa, sempre in prima linea in ogni battaglia per l’affermazione dei diritti dei lavoratori, delle donne, dei giovani, dei cittadini, credeva in una sinistra riformista capace di esprimere una cultura di governo”. A dirloè Piero Fassino.

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