mercoledì, Giugno 10, 2026

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Come Pep Guardiola ha plasmato Enzo Maresca prima dell’inizio della sua carriera da allenatore

Enzo Maresca è destinato ad ereditare uno dei lavori più impegnativi nel calcio mondiale: la sostituzione Pep Guardiola come capo allenatore del Manchester City alla fine della stagione 2026-27.

Quella storia di successione non è semplicemente una questione di convenienza istituzionale. È il culmine di una formazione da allenatore iniziata, secondo il racconto di Maresca, nel momento in cui ha affrontato per la prima volta il Barcellona di Guardiola dall’altra parte del campo.

Per i tifosi del calcio italiano questo conta ben oltre la Premier League. Maresca è un allenatore italiano – formatosi a Coverciano, plasmato dalla tradizione tattica della Serie A – che ha assorbito alla radice la filosofia tattica che definisce la sua generazione.

Ciò che farà con quella formazione dirà qualcosa di significativo sulla direzione che prenderà l’allenatore italiano.

La scuola di Guardiola: cosa ha imparato Maresca al Manchester City

GuardiolaL’influenza di Maresca non è iniziata in un manuale di allenatori o in una sala conferenze.

Tutto è iniziato in campo, quando Maresca era centrocampista al Siviglia e si ritrovò dalla parte sbagliata di una lezione magistrale del Barcellona.

“Giocare contro il Barcellona con il Siviglia mi ha fatto capire che volevo diventare allenatore” Lo ha detto Maresca al Festival dello Sport di Trento in ottobre. L’esperienza non è stata demoralizzante: è stata rivelatrice.

Quando Maresca alla fine è entrato a far parte dello staff tecnico del City, prima come capo dell’Elite Development Squad dal 2020 al 2021, e di nuovo come assistente di Guardiola dal 2022, il fascino teorico è diventato una formazione lavorativa.

Era all’interno della macchina che produce Juego de Posición ai massimi livelli – osservando come Guardiola struttura le fasi offensive attraverso la superiorità posizionale, come la struttura del 3-2-5 crea vantaggi numerici nelle zone centrali e come i terzini invertiti ridefiniscono l’ampiezza di un centrocampo.

“Essere vicino a uno come Pep è stato fantastico, vedere come guarda i dettagli e come gestisce la squadra, è stato fondamentale per la mia crescita” Ha detto Maresca.

Questa attenzione ai dettagli non è secondaria al successo di Guardiola. È il sistema. E Maresca, per suo conto, stava prestando molta attenzione.

Dal campo d’allenamento del City alla panchina: il Metodo Maresca

La trasmissione delle idee di Guardiola nella produzione allenante di Maresca è stata rintracciabile in ogni fase.

Durante la sua unica stagione alla guida dell’Elite Development Squad del Manchester City, Maresca ha guidato gli U23 al titolo di Premier League 2 2020-21 – finendo con 14 punti di vantaggio, una media di oltre tre gol a partita e schierando le stesse strutture 4-3-3 e 3-2-5 che Guardiola correva al vertice. Le impronte digitali erano inconfondibili.

A Leicester City nel 2023-24, la prova del concetto è diventata innegabile.

Maresca ha ottenuto la promozione automatica dal campionato con 97 punti, 89 gol e un possesso palla medio superiore al 60% – ampiamente citato come la più chiara riproduzione a livello di club del gioco di posizione in stile Guardiola nel calcio inglese al di fuori dell’Etihad.

Gli analisti di The Athletic hanno descritto Maresca come “l’allenatore più guardiolano della sua generazione” indicando specificamente i suoi automatismi nella costruzione e la sua insistenza sulle strutture di “difesa a riposo” quando è fuori possesso palla.

Guardiola resta il punto di riferimento esplicito di Maresca. “Ho avuto la fortuna di avere tanti grandi allenatori, da Ancelotti a Lippi, ma lo stile di calcio che mi ha sempre affascinato è stato quello di Guardiola” ha detto a Trento.

Questo non è un tributo vuoto: è un manifesto del coaching.

Un allenatore italiano formato dai migliori al mondo

C’è qui un contesto più ampio che il mondo del calcio italiano non deve trascurare.

Il percorso di Maresca – dal programma UEFA Pro License di Coverciano, dove la sua tesi esaminava il gioco di posizione e le strutture di costruzione, fino alla cerchia ristretta degli allenatori di maggior successo nel calcio europeo moderno – rappresenta qualcosa di veramente nuovo per la scuola italiana.

L’Italia esporta da sempre autobus. Da Ancelotti A Lippida Capello a Conte, la tradizione allenante degli Azzurri ha avuto un peso a livello globale.

Ma la generazione moderna deve affrontare una sfida diversa: assorbire la rivoluzione di Guardiola senza abbandonare l’intelligenza strutturale del calcio italiano. Maresca potrebbe essere la figura che meglio colma questa lacuna.

Cesc Fàbregas a Como offre una narrazione parallela – un’altra mente del calcio d’élite che applica la dottrina basata sul possesso palla a livello di club – ma l’identità italiana di Maresca rende il suo caso chiaramente adatto al dibattito nazionale.

Guardiola ha vinto sei titoli di Premier League, la Champions League 2022-23 e uno storico triplete nella stagione in cui Maresca è stato suo assistente. Questa è l’eredità che viene trasmessa.

Se Maresca riuscirà a tradurlo nel prossimo capitolo del City – e cosa significherà per il posto dell’allenatore italiano al vertice del calcio – è la storia che vale la pena guardare adesso.

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