Anche quest’anno Copenaghen è la città più felice al mondo. A decretarlo è, come sempre, ioContento Indice della città – da non confondere con il Rapporto sulla felicità mondiale delle Nazioni Unite, che invece valuta gli Stati e vede la Finlandia al primo posto. Stilato dall’ente inglese Istituto per la qualità della vitapremia la qualità della vita valutando una serie di indicatori. La classifica infatti prende in esame 250 città attraverso diverse macro-categorie: economia, ambiente, innovazione, inclusione, mobilità, istruzione e accesso alla cultura, oltre a salute e benessere, con parametri legati anche a stress e alimentazione. In sintesi, un quadro completo della qualità della vita urbana.
I parametri della felicità
I centri che riescono ad incarnare al meglio questo equilibrio, diventando veri e propri modelli, vedi appunto la capitale danese, che riesce a combinare in modo armonioso storia, innovazione e sostenibilità, promuovendo al tempo stesso la crescita culturale dei suoi abitanti, un alto livello di istruzione, un tessuto imprenditoriale particolarmente vivace e redditi medi elevati, rispettando l’equilibrio tra lavoro e vita privata. A completare il quadro contribuiscono un sistema di trasporti sostenibile, una forte attenzione alla qualità dell’aria, ampi spazi verdi e, più in generale, una cura diffusa per il benessere collettivo.
“L’Indice non nasce però per proclamare un’unica “migliore città” al mondo”, ci tengono a sottolineare gli organizzatori. “Piuttosto, individua quelle realtà urbane capaci di coniugare buona amministrazione, sostenibilità, resilienza e qualità della vita, offrendo una visione più equilibrata dello sviluppo urbano”. Oltre alla capitale danese, la medaglia d’oro va alle prime 50 città che mantengono standard elevati e costanti nelle sei dimensioni dell’Indice: cittadini, governance, ambiente, economia, salute e mobilità.
Top 10: Danimarca, Svezia e Svizzera una quota dovuta
A farle compagnia, ai primi undici posti, sono quasi tutte città dell’Europa Centro-Nord: fatta per eccezione Tokio, che brilla al quinto posto, la prima cinquina è dominata da Helsinki, Ginevra e la svedese Uppsala – rispettivamente seconda, terza e quarta – e, a seguire, la norvegese Trondheimla capitale svizzera Bernala svedese Malmöla tedesca Monacola danese Aarhus e ancora la Svizzera all’undicesimo con Zurigo. La prima mediterranea a entrare in lista è Barcellonaal dodicesimo, più famosa per arte, cultura e intrattenimento, la capitale catalana si sta però facendo strada per la sua armonia e la vivibilità. Ma si torna al nord per trovare altri esempi cittadini – più o meno noti – da seguire e scoprire, vedi Espoo in Norvegia e la stessa capitale del Paese, Osloseguita dall’Aia. Al sedicesimo posto troviamo un nome che raramente confronta nelle classifiche, Ballarat In Australiaridente cittadina nello stato di Vittoriaappezzata per le architetture e il fascino storico. Dopo la danese Aalborgsi torna sul Giappone con Yokohamauna nuova piccola – e più vivibile – Tokyo famosa per la grande e vivace zona di Chinatown e per il Sankei-en Garden, un parco botanico con case giapponesi di varie epoche che offrono un tuffo nel tempo.
La prima italiana, Bologna, solo 73ma
Chiudono la top 20 Lugano e Reykjavik. In un’alternanza di mete inaspettate, vedi Jönköping in Svezia (numero 21), Stoccarda e Brema in Germania (24 e 27), Leida e Nimega in Olanda (29 e 34), che l’Index invita a esplorare, e metropoli ultra-note, come Singapore (22), Parigi (25), Seul (26), Stoccolma (28), Varsavia, Vienna e Berlino (32, 33, 36), la classifica va avanti snocciolando le 50 medaglie d’oro. L’unica americana entrata nella top 50 è San Francisco (45), seguita a ruota dalle prime britanniche Edimburgo (47), Londra (48) e Cambridge (50).
La domanda sorge spontanea: e l’Italia? Non se la cava bene: solo “argenti” per il Belpaese. Per trovare le prime classificate dobbiamo scorrere la lista fino al posto 73dove spunta – dopo Praga e la portoghese Maia – finalmente Bolognaseguita da Parma (77) e Milano (80). Roma se la cava maleal numero 144. Ancora più in basso Verona (146), Messina (158), Bari (164) Napoli (202) e Salerno (208).
L’edizione di quest’anno include anche un gesto simbolico di solidarietà. “Mentre la classificazione ufficiale copre 250 città”, spiega l’Index sul sito, “il 251esimo posto è stato assegnato a Kiev senza punteggio né confronto, come segno di rispetto per gli sforzi delle autorità cittadine ucraine in circostanze straordinariamente difficili”.


