Anche se l’eliminazione dell’Inter dalla Supercoppa Italiana contro il Bologna può essere sembrata una sorpresa, Beppe Bergomi ha sostenuto che ha messo in luce problemi ricorrenti per i Nerazzurri.
Quello che dice Beppe Bergomi Manca l’Inter quando nascono i problemi
Intervenendo a Radio Anch’io Sport della Rai, la leggenda dell’Inter ha detto che i nerazzurri giocano bene, ma spesso inciampano negli scontri decisivi.
A Riad, l’Inter va a segno dopo due minuti con Marcus Thuram, ma permette al Bologna di rientrare in partita.
Una palla di mano di Yann Bisseck ha regalato a Riccardo Orsolini il pareggio al 35′ su rigore.
Il Bologna ha resistito fino al punteggio finale di 1-1 alla fine dei tempi, e alla fine ha vinto 3-2 ai rigori.
Per Bergomi non si trattava tanto di sfortuna quanto di difetti “strutturali” familiari che riemergono sotto pressione.
Bergomi ha detto che il centrocampo dell’Inter è pieno di “numeri dieci” che passano in modo pulito, ma mancano di fisicità quando le partite diventano frammentarie.
Ha notato che l’Inter ha inseguito Manu Kone della Roma in estate per aggiungere muscoli, segno che la preoccupazione c’è da mesi.
“A centrocampo l’Inter ha tutti i dieci che passano bene la palla”, ha detto Bergomi quando gli è stato chiesto cosa manca all’assetto dell’Inter.
“E infatti quest’estate l’obiettivo principale era Kone della Roma, per aggiungere un po’ di fisicità quando le partite si fanno complicate”.
Bergomi vuole anche un attaccante più veloce nell’uno contro uno e che sappia “giocare anche a campo aperto”.
In difesa, Bergomi sostiene che l’Inter ha bisogno di un difensore con velocità di recupero, soprattutto quando la linea alta lascia spazio dietro.
Ha definito “pesante” anche l’assenza di Denzel Dumfries, ancor più di quella di Calhanoglu, ma ha detto che Zielinski “sta facendo molto bene”.
Dumfries è stato sottoposto a un intervento chirurgico all’inizio di questo mese e non è previsto il ritorno fino a febbraio.
Circolano speculazioni sul collegamento del difensore della Fiorentina Dodo con una mossa dell’Inter.
Lezione di Supercoppa e il pericolo che ci attende
Il pareggio del Bologna è arrivato da un singolo errore, ma il fallimento più grande dell’Inter è stato non aver messo a tacere il pareggio mentre era in testa.
La squadra di Cristian Chivu ha avuto il vantaggio iniziale, il controllo e abbastanza occasioni da far sembrare inevitabile il secondo gol.
Ma non riuscirono a sferrare il colpo finale e le accuse di Vincenzo Italiano glielo fecero pagare.
L’Inter ha ruotato a Riad, lasciando inizialmente fuori Lautaro Martinez, e la mancanza di uno spietato vantaggio si è vista man mano che il Bologna cresceva in partita.
Quando il ritmo si è abbassato, la presa dell’Inter si è allentata e la partita è diventata il tipo di scontro adatto a un perdente affamato.
A Bergomi è stato chiesto se i Milan, entrambi eliminati, abbiano sottovalutato gli avversari.
“Ricordate quando Inzaghi fu criticato perché faceva giocare sempre gli stessi giocatori?” rispose.
“Chivu sta cercando di coinvolgere tutti, di mettere a punto tutta la squadra.
“In questa fase, questo conta tanto quanto il sistema.”
Anche la sconfitta del Milan è un segnale d’allarme.
“Il Milan ha affrontato un Napoli che ha mostrato le proprie difficoltà in difesa aperta e ha mostrato uno spirito competitivo superiore”, ha detto.
L’Inter torna in Serie A, prossimamente l’Atalanta, dove le problematiche nerazzurre saranno nuovamente messe a dura prova senza la lotteria dei rigori dietro cui nascondersi.
L’Atalanta correrà, presserà e punirà ogni autocompiacimento. Se l’Inter si spegnesse anche per un breve periodo, potrebbe non avere più possibilità di recuperare.


