Bentley taglierà 275 posti di lavoro mentre la casa automobilistica di lusso è alle prese con un forte calo dei profitti e la crescente pressione di un mercato globale in indebolimento, sottolineando la crescente tensione anche nella fascia più alta del settore automobilistico.
Il produttore con sede a Crewe ha confermato che circa il 6% dei suoi 4.600 dipendenti sarà interessato da quelle che ha descritto come “misure di efficienza organizzativa”, con ruoli che dovrebbero coinvolgere funzioni gestionali, di agenzia e non produttive. Le riduzioni entreranno ora in un processo di consultazione, con la società che sottolinea che sosterrà i dipendenti interessati durante tutto il processo.
L’annuncio è arrivato quando Bentley ha rivelato un calo del 42% dell’utile operativo a 187 milioni di sterline, in calo rispetto ai 322 milioni di sterline dell’anno precedente e significativamente al di sotto del picco di 509 milioni di sterline nel 2023. La flessione riflette una combinazione di domanda globale più debole, crescenti pressioni sui costi e incertezza geopolitica, che stanno tutti modellando sempre più le prospettive per i marchi automobilistici premium.
Anche le vendite di veicoli sono diminuite, con Bentley che ha consegnato 10.131 auto lo scorso anno, un calo di quasi il 5%, guidato in gran parte da una contrazione nei principali mercati internazionali, in particolare in Cina. IL rallentamento della domanda cinese è diventata una sfida determinante per i produttori di lusso, molti dei quali hanno fatto molto affidamento sulla regione per la crescita negli ultimi dieci anni.
L’amministratore delegato Frank-Steffen Walliser ha riconosciuto la portata della sfida, affermando che l’azienda è stata costretta a prendere “decisioni difficili per garantire la competitività a lungo termine dell’azienda”. Pur sottolineando che i tagli non sono “misure dettate dal panico”, ha ammesso che il contesto operativo rimane volatile, con la possibilità di ulteriori aggiustamenti se le condizioni peggiorassero.
Bentley ha cercato di contestualizzare il calo dei profitti, sostenendo che senza pressioni esterne, compresi l’aumento dei costi legati alla sua società madre Volkswagen e l’impatto delle tariffe statunitensi, la performance finanziaria sarebbe stata sostanzialmente in linea con il 2024. Tuttavia, i dati evidenziano come anche i marchi di lusso ad alto margine non siano immuni da venti contrari economici più ampi.
La ristrutturazione arriva in un momento cruciale per l’azienda in quanto sta passando all’elettrificazione. Bentley è prossima al completamento di una nuova catena di montaggio presso la sede centrale di Crewe, che supporterà la produzione del suo primo veicolo completamente elettrico, il cui lancio è previsto all’inizio del 2027. L’investimento segna un passo fondamentale nella sua strategia a lungo termine, sebbene il ritmo e la direzione di tale transizione siano in evoluzione.
Con un cambiamento notevole, l’azienda ha fatto un passo indietro rispetto alla sua precedente ambizione di diventare un marchio completamente elettrico entro questo decennio. Sta invece perseguendo un “portafoglio più equilibrato”, estendendo la durata di vita dei modelli a combustione interna e ibridi in risposta alla rinnovata domanda dei clienti e a un più ampio rallentamento nell’adozione di veicoli elettrici di lusso.
Questa ricalibrazione rispecchia una tendenza più ampia nel settore automobilistico premium. I produttori, tra cui Lamborghini, hanno anche ritardato o rivisto le strategie dedicate ai soli veicoli elettrici, riflettendo sia l’esitazione dei consumatori sia le sfide pratiche legate alla fornitura di modelli elettrici ad alte prestazioni su larga scala.
Al di là della strategia di prodotto, Bentley si sta anche muovendo in un ambiente sempre più politicizzato riguardo alle dimensioni dei veicoli e alle emissioni. Walliser ha difeso i modelli più grandi dell’azienda, come il SUV Bentayga, in seguito alle critiche del sindaco di Londra Sir Sadiq Khan, che ha suggerito di imporre tasse aggiuntive sui veicoli di grandi dimensioni, spesso etichettati come “trattori Chelsea”, a causa dei rischi percepiti per la sicurezza.
Respingendo tali affermazioni, Walliser ha descritto il dibattito come politicamente guidato, sostenendo che tutti i veicoli devono soddisfare rigorosi standard normativi per la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, indipendentemente dalle dimensioni.
Nonostante le pressioni attuali, Bentley resta impegnata nella sua trasformazione a lungo termine, posizionando l’elettrificazione, l’innovazione di prodotto e l’efficienza operativa come pilastri chiave della sua strategia futura. Tuttavia, gli ultimi risultati e i tagli di posti di lavoro sottolineano una realtà più immediata: anche i marchi automobilistici più prestigiosi sono costretti ad adattarsi rapidamente in un mercato globale sempre più incerto.


