Nel panorama della fantascienza degli anni 2010, pochi film sono riusciti a lasciare il pubblico così spiazzato come Predestinazioneil thriller fantascientifico del 2014 diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig e interpretato da Ethan Hawke e Sarah Snook. Al momento della sua uscita il film non fu un grande successo commerciale, ma nel corso degli anni è diventato un vero e proprio cult tra gli appassionati di fantascienza, soprattutto grazie a un finale capace di mettere in crisi qualsiasi tentativo di interpretazione lineare.
A distanza di oltre un decennio, il finale di Predestinazione continua a essere uno dei più discussi e analizzati del genere, soprattutto per il modo in cui spinge al limite il concetto di paradosso temporale.
La storia segue un agente temporale incaricato di viaggiare attraverso diverse epoche per impedire attentati e crimini prima ancora che accadano. La sua missione principale è fermare il misterioso terrorista noto come Fizzle Bomber, responsabile di una devastante esplosione a New York nel 1975 e destinato, secondo le previsioni, a provocare migliaia di vittime negli anni successivi.
Fin dalle prime scene il film sembra impostare una struttura relativamente semplice: un agente che attraversa il tempo per catturare un criminale sfuggente. Tuttavia, man mano che la trama procede, la narrazione diventa sempre più complessa, intrecciando identità, linee temporali e relazioni che sfidano ogni logica apparente.
È durante un incontro in un bar negli anni Settanta che il protagonista conosce John, un uomo dalla storia personale estremamente travagliata. John racconta infatti di essere nato come Jane, cresciuta in un orfanotrofio e poi sottoposta a una serie di eventi che cambieranno radicalmente la sua identità. Quello che sembra un semplice racconto personale si trasforma presto nel cuore del mistero.
Il vero colpo di scena di Predestinazione arriva quando lo spettatore scopre che i personaggi principali della storia sono in realtà la stessa persona in momenti diversi della propria vita.
Jane, dopo una gravidanza e una serie di operazioni forzate, diventa John. John viene poi reclutato dall’agenzia temporale e finisce per diventare l’agente che abbiamo seguito per tutto il film. E non è tutto: nel corso dei suoi viaggi nel tempo, il protagonista finisce anche per essere il misterioso uomo che in passato aveva sedotto Jane, generando così un figlio che verrà poi portato indietro nel tempo.
Il risultato è uno dei paradossi temporali più estremi mai mostrati al cinema: un individuo che diventa contemporaneamente madre, padre e figlio di se stesso, intrappolato in un ciclo senza inizio né fine.
Come se non bastasse, il film riserva un’ultima rivelazione nel suo finale. Il terrorista che l’agente sta cercando di fermare, il famigerato Fizzle Bomber, si rivela essere una versione futura dello stesso protagonista.
Dopo anni di viaggi nel tempo e traumi accumulati, l’agente finirà infatti per convincersi che alcune tragedie devono non accadere per evitare catastrofi ancora peggiori. In altre parole, per salvare il futuro decide di diventare lui stesso il responsabile degli attentati.
Quando l’agente si trova faccia a faccia con questa versione futura di sé, si crea un confronto che riassume perfettamente il tema centrale del film: il destino è davvero inevitabile oppure può essere cambiato?
Il motivo per cui il finale di Predestinazione è ancora oggi così dibattuto sta proprio nella sua natura profondamente paradossale. Il film non offre una risposta definitiva su cosa accada davvero dopo l’ultimo confronto tra le diverse versioni del protagonista.
Il film lascia volutamente la questione aperta, alimentando discussioni tra spettatori e appassionati di fantascienza. Ed è proprio questa ambiguità, unita alla complessa struttura narrativa, ad aver trasformato Predestinazione in uno dei titoli più affascinanti e controversi del genere.
Undici anni dopo la sua uscita, il film continua infatti a essere riscoperto e analizzato, dimostrando come alcuni finali non smmettano mai di far discutere.
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Fonte: ScreenRant
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