sabato, Giugno 13, 2026

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“Voto per i fuorisede. No alla patrimoniale”. Conte a Rep Idee, il dibattito si accende sull’Ucraina

BOLOGNA – La prima Giorgia Meloni “mollata da Trump”, il centrosinistra che “non parte da zero, perché abbiamo tanti punti condivisi”. L’appello per concedere il voto ai fuorisedeil suo no alla patrimoniale e il dibattito sull’Ucraina che si riaccende. Il presidente del M5S Giuseppe Conte arriva sul palco di Repubblica delle Idee e dalla platea di piazza Maggiore raccoglie tanti applausi e qualche fischio. Nel dialogo col vicedirettore di Repubblica Stefano Cappellini si parte dalla reputazione dell’Italia ai tempi del governo Meloni. “L’Italia ha contribuito a distruggere la legalità internazionale, continuando a inchinarci di fronte a Trump e Netanyahu e addirittura siamo oggi, insieme ad altri, additati come ‘Paese canaglia’ che viola la giustizia internazionaledopo il caso Almasri”.

Dallo sguardo esterno ai nodi della democrazia interna. A Meloni ei ministri chiedono “un po’ di dignità e rispetto per tutte le persone fuorisede: mettiamo un emendamento perché l’ultima volta siete stati scandalosi, non avete permesso a tanti giovani di poter votare e siete stati puniti lo stesso”. programma della coalizione di centrosinistra, insiste Cappellini? “Non partiamo da zero – risponde Conte – abbiamo tanti punti condivisi: sulle politiche del lavoro, dal salario minimo al congedo paritario e alla riduzione orario di lavoro, e poi tante mozioni con punti unitari che fanno parte di intelaiatura di base. Potremmo scrivere il programma prendendoci un fine settimana con i segretari di partito, ma io non lo voglio. Noi facciamo un percorso interno per ascoltarci, poi ci troviamo a settembre per condividerlo con le altre forze politiche”. E se non sarà lo stesso Conte il candidato premier che sfiderà la Meloni? “Se non dovessi essere io, voi troverete sempre un costruttore e mai un rottamatore”. Esce il nome di Matteo Renzi. “Non la mettiamo sul piano personale, credo che con Renzi i problemi ce li hanno un po’ tutti, obiettivamente volte nella sua storia è stato più rottamatore. Io penso che noi vinciamo se portiamo un programma che sa cogliere le priorità offrendo soluzioni ragionevoli, con un governo che dovrà durare cinque anni. Ma c’è un problema di affidabilità, questo andrà a tempo debito”. E avverte: “Quando sento dire che il campo progressista ha un problema perché c’è il Movimento 5 Stelle, rispondendo: volete fare senza di noi? Volete escluderci e mettere le sorti della vittoria nelle mani di Vannacci? Accomodatevi”. L’ex presidente del Consiglio respinge l’etichetta di populismo spesso attribuita al M5S. “Possiamo stare a parlare di populismo o non populismo? Noi siamo popolari, siamo vicini al popolo. Il rischio è fare la politica salottiera, chiudersi nei palazzi: il Parlamento è pericoloso, ci voci e lo trovi confortevole, e poi pensi che la politica sia quella”.

(eikon)

Conte: “Ho studiato la patrimoniale, poi l’ho buttata via”

Conte poi boccia l’idea di una patrimoniale. “Io l’ho studiata in silenzio, quando ero a Palazzo Chigi – rivela – ma poi l’ho buttata via, perché chi l’ha introdotto ha costi altissimi e un contenzioso che non finisce mai. Noi faremo una cosa diversa: una redistribuzione vera. Banche e aziende energetiche hanno accumulato 200 miliardi di utili: chi ha coraggio sa dove andare a prendere le risorse, quel coraggio che il governo Meloni non ha mai avuto”.

“Ucraina, l’unica soluzione è un negoziato”. Qualche pesce dalla piazza

Poi il dibattito si accende sull’Ucraina e Conte raccoglie qualche fischio da piazza Maggiore: “Sull’Ucraina c’è una differenza di vedute nel centrosinistra, ma mi sembra che si sta arrivando a quello che io invoco da subito: una svolta negoziale. L’unica soluzione per porre fine a una guerra è un negoziato, a meno che qualcuno non pensi che si possa ancora ottenere una vittoria militare e sconfiggere la Russia sul campo. Oggi il tavolo negoziale lo stanno impostando Regno Unito, Francia e Germania, mentre noi siamo esclusi da tutti i passaggi che contano”.

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