sabato, Giugno 13, 2026

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Maldive, gli aggiornamenti sui sub italiani morti: la missione del team finlandese

L’amministratore delegato di Dan: “La sicurezza viene prima di tutto, se la situazione è troppo rischiosa si ferma la missione”

Mentre il team di subacquei finlandesi si è immerso in profondità verso la grotta, il ceo di Dan Europe Laura Marroneche coordina il tentativo di recupero dall’Italia, ha raccontato alla CNN alcuni dettagli della missione, ricordando che la sicurezza dei tre sub finlandesi viene prima di tutto. Per questo, in caso di inconvenienti o difficoltà, la missione potrebbe essere “fermata in qualunque momento”.

Marroni ha spiegato che “il team sta usando rebreather e scooter. Arriveranno a 55 metri e poi anche più in profondità. Parliamo di un team molto esperto ma, contemporaneamente, anche di una grotta marina dove potrebbe esserci molta poca luce e visibilità, il che rende tutto molto complesso. Grazie al sistema rebreather, che permette tramite filtro di rimettere in circolo l’aria o la miscela da respirare, possono stare là sotto molto di più rispetto a bombole con circuito aperto. Dipende però da cosa incontreranno”.

“Noi siamo una organizzazione che si occupa di sicurezza: la sicurezza viene prima di tutto e il nostro team sa che i membri non devono correre rischi. Per ogni condizione che può diventare troppo pericolosa – spiega Marroni – fermeranno l’immersione, risaliranno in superficie e poi riprogrammaranno un altro tuffo il prima possibile. Fra le condizioni che potrebbero far interrompere la missione ci sono per esempio le forti correnti oppure il fatto che i sub non conoscono la grotta: devono capire se, per la morfologia della grotta e la situazione, c’è abbastanza sicurezza per operare o se devono appunto riprogrammare”.

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