La fulminea ascesa di Cesc Fabregas nel mondo del management non è passata inosservata. Dopo aver guidato il Como 1907 sull’orlo di una storica qualificazione alla Champions League, il 38enne tattico ha ufficialmente rotto il silenzio sulle insistenti voci che lo legavano ad un clamoroso ritorno al Chelsea e ad un potenziale ruolo con la Nazionale italiana (…)
La fulminea ascesa di Cesc Fabregas nel mondo del management non è passata inosservata.
Dopo aver guidato Como 1907 Alla vigilia di una storica qualificazione alla Champions League, il 38enne tattico ha ufficialmente rotto il silenzio sulle insistenti voci che lo legavano ad un clamoroso ritorno in Chelsea e un potenziale ruolo con il Nazionale italiana.
Parlando dopo aver ricevuto il prestigioso Premio Enzo Bearzot per la dirigenza il 14 aprile 2026, il vincitore della Coppa del Mondo spagnolo ha chiarito che, sebbene sia lusingato dall’interesse dell’élite, il suo cuore – e il suo futuro immediato – rimangono saldamente radicati in Lombardia.
Fabregas rifiuta il ritorno del Chelsea e i rivali in Serie A
Con il Chelsea attualmente in difficoltà sotto Liam Rosenior e seduto fuori dai posti europei in Premier League, i fedelissimi dello Stamford Bridge hanno espresso il desiderio di vedere Fabregas tornare a ovest di Londra.
Tuttavia, lo spagnolo si è affrettato a moderare le aspettative di un ritorno a casa.
“Credo sia molto improbabile che lasci Como in questo momento”, ha dichiarato Fabregas ai giornalisti.
“Sono molto coinvolto e legato a questo progetto. È vero che l’anno scorso sono stato contattato da altri club, anche di Serie A, ma ho deciso di restare perché amo questo club e quello che stiamo costruendo qui”.
Attualmente è quinto Serie A con solo sei partite rimaste, il Como sta vivendo la sua stagione di maggior successo da decenni.
Per Fabregas l’impegno quotidiano in campo e la felicità della sua famiglia nel Nord Italia sono molto più importanti di un trasferimento prematuro in un “mega-club”.
Il lavoro della Nazionale Italiana: “Forse un giorno”
Il vuoto lasciato nell’assetto nazionale italiano dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso ha portato molti a suggerire Fabregas come una scelta visionaria per il Azzurri.
Nonostante abbia trascorso anni immergendosi nella cultura calcistica italiana, Fabregas ritiene che il palcoscenico internazionale sia una sfida per una fase diversa della sua carriera.
“Essere l’allenatore della nazionale potrebbe essere noioso per me in questo momento: ho troppo tempo libero”, ha scherzato Fabregas.
“Sono troppo allenatore, ho bisogno di stare in campo tutti i giorni, sentire l’erba e lavorare con i giocatori. Magari in futuro, quando sarò più grande, non si sa mai”.
L’obiettivo: Champions League per il Como
Nonostante la recente sconfitta per 4-3 contro la capolista Inter, la squadra di Fabregas continua a far parlare di sé in Italia.
Vantando la migliore difesa del campionato e una squadra piena di giovani fiorentiil “metodo Fabregas” ha trasformato un modesto club in riva al lago in un vero contendente europeo.
Con un contratto in vigore fino al 2028il messaggio dalla panchina comasca è chiaro: il progetto è lungi dall’essere concluso.
Mentre i giganti della Premier League e del calcio internazionale continuano a girare in cerchio, Cesc Fabregas si concentra su una cosa: portare l’inno della Champions League allo Stadio Giuseppe Sinigaglia.


