Michele arriva in sala tra 11 giorni, ma il percorso del biopic definitivo sul Re del Pop è più complesso di quanto si possa credere. La strada che porta a quest’opera comincia 7 anni fa con Antonio Fuqua che vuole realizzare un lungometraggio su Jackson diverso dal solito. Riuscire a raccontare qualcosa che ancora non è noto, rispetto al Re del Pop, non è semplice: per qualcuno può dirsi quasi impossibile.
Il regista, tuttavia, non demorde e comincia a scrutare il mondo di MJ attraverso chi è ancora in vita. Un’operazione che potrebbe fare chiunque voglia armarsi di pazienza e ricerca, ma in questo caso c’è di più. Le fonti su Michael Jackson non mancano: serve, semmai, qualcuno che – al pari di un restauratore e archeologo – rimetta insieme i pezzi di un puzzle sempre più intricato e vero. La vita del performer alterna luci e ombre, ma soprattutto mostra un’epica che ancora oggi può sembrare impossibile da raggiungere.
Michael Jackson, un successo mai scalfito
Se per chiunque altro il successo è sembrato essere un’altalena, per MJ è stato costantemente a senso unico. I problemi, così come i momenti bui, ci sono stati. La celebrità, però, non è mai svanita. Le folle pronte a gridare quel nome ci sono state negli stadi, in giro per il mondo ea qualsiasi evento riguardasse una figura che non è stata solo popolare. È diventata storica. Anche per via di un’eredità pesante, non si parla soltanto di soldi, da gestire.

Quel che è riuscito a fare MJ dentro e fuori da un palco resta difficilmente replicabile. Il performer ha reso la sua musica appetibile a tutti e, in termini di presenza scenica, ha creato varchi laddove sembrava esserci una strada chiusa. Fuqua tutto questo lo sa ed è per questo che annovera Michael Jackson fra gli intramontabili di ogni tempo. Come lui, per il direttore di un’opera che somiglia già a un kolossal, ci sono soltanto Elvis Presley, Bruce Springsteen e Bob Dylan.
Il nipote di MJ in scena
Ecco perché, nel computo di rischi e possibilità, il regista sceglie anche di incaricarsi la traversata in quelle che sono le beghe familiari legati a permessi e licenze da autorizzare da parte della famiglia Jackson. Gli eredi, infatti, hanno dato non pochi problemi a regia e produzione del girato. Michael non sarà un’opera come le altre perché racconterà – a partire dal prossimo 22 aprile 2026 – il Re del Pop sotto un’altra luce. Una storia che indugia anche su quelle che sono le dinamiche familiari dei Jackson. Ecco, dunque, da dove nascono difficoltà e dissapori. Basti pensare che la produzione è seguita da Prince Jackson, mentre Paris e Janet restano fuori dal progetto.

A incarnare le fattezze del Re del Pop ci pensa Jaafar Jacksonfiglio di Jermaine Jackson e nipote di Michael. Questo non sarà un biopic qualunque perché il sangue dell’icona continuerà a scorrere sul palcoscenico. Motivo in più per cui le diatribe legali non si fermano. La figura del nipote gode di ottima fama, anche lui ballerino con una discreta esperienza teatrale. Ha studiato anche da attore, quindi oltre alla somiglianza si potrà rintracciare persino il talento del noto ballerino e cantautore che ha cambiato il mondo. I problemi con gli avvocati, infatti, non riguardano il protagonista ma quel che verrà fuori dal girato. Nessuno dei membri della famiglia Jackson vuole essere messo in cattiva lucecircostanza che secondo alcuni è tutt’altro che determinata.
Paris Jackson e la battaglia legale con gli esecutori patrimoniali
Paris Jackson, infatti, ha intrapreso una battaglia legale contro John Branca e John McClainesecutori del patrimonio del padre. Le accuse sono dirette e circostanziate. La donna è convinta che vengono usati i fondi ei risparmi dell’eredità paterna per sminuire determinate parentele e figure familiari. “Usate un patrimonio milionario per sminuire la nostra famiglia”. L’attacco di Paris, nello specifico, non si è fermato negli anni e questo ha portato anche a lungaggini nella stesura di soggetto e trattamento oltre ai relativi tira e molla legati a riprese e controllo dell’immagine. Gli standard rispetto all’utilizzo della figura e tutto quel che riguarda l’immagine di MJ restano rigidissimi. Ogni particolare del girato è stato visionato, autorizzato e discusso.
Restando in tema di discussione, la parte più grigia della vita di Michael Jackson – in questo biopic – è saltata a piè pari. Si parlerà delle accuse e dei presunti scandali che hanno coinvolto il Re del Pop negli anni, ma senza entrare nello specifico delle vicende. Evitare speculazioni e chiacchiere dei curiosi rimane l’obiettivo numero uno. Assieme alla volontà di onorare la memoria di una star intramontabile.
Cambia la data di uscita
Proprio per la portata del girato, con lo scopo finale di evitare controversie e ripercussioni, la produzione è stata chiamata a rigirare tutta la parte conclusiva del film oltre a rimontare interamente alcune scene nella parte centrale del biopic. Michael aveva, quindi, una data iniziale di rilascio e uscita nelle vendite (aprile 2025) ma tutto è stato spostato di un anno. Il tempo necessario per mettere d’accordo le parti in causa e rigirare da capo le scene contestate. Un lavoro di cesello e adattamento non semplice anche in termini di sceneggiatura.
Il budget dell’intera opera ammonta a circa 155 milioni di dollari, a cui bisogna sommarne altri 10 (forse 15) spesi per rigirare le parti non ritenute all’altezza da familiari e parti in causa. Gli attori e le attrici coinvolti in questo progetto sono stati richiamati per circa 22 giorni (a riprese terminate) per girare nuovamente ogni frammento e reso appetibile con le nuove richieste avanzate dalla famiglia Jackson e non solo.
Nessun accenno alle accuse di molestie
Non si parlerà delle accuse di molestie sessuali e dei presunti abusi su minori per evitare qualsiasi conseguenza legale. La produzione, nella fattispecie Lionsgate, ha voluto giocare d’anticipo per evitare – di fatto – lo schianto contro un iceberg economico di racconto portata. Se 155 milioni di dollari di spese realizzative sembrano tanti, è sufficiente provare a immaginare le conseguenze di possibili danni morali in ambito familiare e pubblico per quanto riguarda la reputazione della famiglia Jackson. Infatti si parlerà esclusivamente del padre autoritario e delle conseguenze che questa severità ha avuto sulla vita (tra gioventù ed età adulta) di MJ. Nel mezzo successo, ricchezza, concerti ed emozioni.
Gli incassi previsti dovrebbero essere intorno ai 700 milioni di dollari: Michael ha anche tutta una serie di scene tagliate che potrebbero essere rielaborate in seguito per alimentare sequel o ulteriori parti di girato per alimentare ancora l’immagine del mito. Una macchina industriale fra emozioni, rischi e fatturato che potrebbe davvero cambiare le sorti della cinematografia recente. Anche altri simboli della musica e dell’arte hanno fatto il boom al botteghino, ma Michele può davvero tirare una linea fra passato, presente e futuro. Questo film si propone per essere uno spartiacque, anche in ambito realizzativo, fra il biopic tradizionale e un ibrido che mescola attendibilità documentaristica e cinema di genere. Il conto alla rovescia verso il prossimo 22 aprile 2026 è cominciato.

