Google ha sparato il colpo di apertura in una battaglia per il mercato delle prenotazioni di ristoranti in Gran Bretagna, lanciando uno strumento di intelligenza artificiale che consente ai commensali di assicurarsi un tavolo senza mai lasciare la barra di ricerca.
La funzionalitĂ , pubblicata venerdì, invita gli utenti a descrivere il tipo di pasto che desiderano in un linguaggio semplice. L’intelligenza artificiale di Google quindi scandaglia il Web per verificare la disponibilitĂ in tempo reale e restituisce un elenco ristretto di opzioni prenotabili in pochi secondi, riducendo quella che una volta era una caccia in piĂą fasi in un’unica query.
Rappresenta un netto allontanamento dall’esperienza di ricerca tradizionale. Invece di indirizzare gli scommettitori verso siti di confronto o piattaforme di terze parti, Google è ora intenzionata a mantenere saldamente all’interno delle proprie mura l’intero percorso del cliente, dal primo pensiero sulla cena fino alla prenotazione confermata.
Il colosso della Silicon Valley ha affermato che l’appetito per strumenti di ristorazione più intelligenti è in forte crescita, indicando quest’anno un aumento del 140% nelle query di ricerca come “quando prenotare un tavolo” poiché i consumatori richiedono consigli più rapidi e personalizzati.
Gli elenchi verranno estratti da partner tra cui TheFork, Sevenrooms e DesignMyNight, ma l’interfaccia e, soprattutto, la relazione con il cliente, si adatteranno perfettamente a Google. Ciò solleva domande imbarazzanti su chi alla fine possiede il ristorante e chi trae profitto dalla transazione.
La mossa pone Google in rotta di collisione diretta con attori affermati come OpenTablela cui attivitĂ dipende da tempo dal ruolo di intermediario tra ristoranti e clienti affamati. Intercettando gli utenti nel momento della ricerca e accompagnandoli alla prenotazione, Google minaccia di disintermediare del tutto quelle piattaforme e di comprimere i loro margini nel processo.
Più in generale, il lancio segna l’alba di una nuova fase nella corsa all’intelligenza artificiale, definita non dai chatbot che rispondono alle domande ma dagli agenti che completano silenziosamente le attività per conto dell’utente. Il premio finale è un motore di ricerca che funziona come un concierge digitale e, per Google, il controllo delle prenotazioni fornisce una ricca serie di dati comportamentali che possono essere reinseriti nel suo meccanismo pubblicitario e di raccomandazione.
La Gran Bretagna, con la sua scena di ristoranti densamente popolata e l’entusiasta adozione delle piattaforme di prenotazione online, offre un terreno di prova ideale prima che la tecnologia venga estesa a settori adiacenti come i viaggi e gli eventi dal vivo. Per gli operatori storici del mondo delle prenotazioni, la scritta potrebbe già essere sul muro.


