William Shatner, iconico e indimenticato volto del capitano James T. Kirk in Star Trekha contribuito a definire l’immaginario fantascientifico televisivo per intere generazioni. tuttavia, non sono in molti a sapere che da uno dei suoi progetti più ambiziosi ha visto la luce una serie oggi quasi dimenticata ma sorprendentemente lungimirantee che oggi risuona più attuale che mai.
Tratta dall’omonima saga di romanzi firmata proprio dallo stesso Shatner e da quest’ultima ideata, TekWar debutta sul piccolo schermo nel 1994. Ambientata nel 2044, la serie racconta un futuro dominato dalla tecnologia e da una nuova droga digitale chiamata Tek, capace di creare una dipendenza totale. Al centro della storia c’è Jake Cardigan, ex poliziotto ed ex detenuto incaricato di dare la caccia ai trafficanti di Tek interpretato da Greg Evigan. Al suo fianco vi erano inoltre Natalie Redford nei panni di Nika e lo stesso Shatner come l’ambiguo Walter H. Bascom.
Nonostante una solida base narrativa, e diversi film per la Tv – da recuperare prima di una eventuale visione della serie – e un universo già ben delineato, TekWar si è fermata a una sola stagione di 22 episodi, lasciando i fan con l’amaro in bocca. Un destino beffardo, soprattutto se si considera quanto l’idea alla base dello spettacolo riuscisse ad anticipare temi che sarebbero esplosi anni dopo nelle opere vieni Matrice o Johnny Mnemonicoo anche il modernissimo franchising videoludico di Cyberpunk 2077.
A colpire oggi è poi la sua natura profetica. Le interfacce dei videotelefoni, il rapporto ossessivo con la tecnologia e il tema della dipendenza digitale apparire incredibilmente attuali. All’epoca, però, l’intero concetto si rivelò essere probabilmente fin troppo avanti per il pubblico generalista. Insomma, TekWar sembrava avere tutte le idee carte in regola per diventare una serie di grande successo, ma è arrivato nel momento sbagliato, limitata da budget ridotto ed effetti speciali inevitabilmente acerbi.
Il cuore dello spettacolo, però, resta sorprendentemente solido, regalando una riflessione sull’evasione, sull’uso (e abuso) della tecnologia e sul confina sempre più labile tra realtà e simulazione. Temi che parlano direttamente al presente e che avrebbero tutto il potenziale per sostenere più stagioni, archi narrativi complessi e personaggi più approfonditi, in ottica di un eventuale remake della serie.
Insomma, TekWar ha anticipato idee, atmosfere e ossessioni che sarebbero diventate centrali nella cultura pop degli anni successivi, e proprio per questo, oggi più che mai, rientra di diritto tra le serie che meriterebbero di essere riscoperte da una nuova generazione di fan.
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Foto: Sindacazione
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