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NCIS ha finalmente preso una decisione sul destino del suo personaggio più longevo

Con oltre 400 episodi all’attivo, NCIS è uno dei procedurali più longevi della televisione americana. Nel corso degli anni, il franchise ha visto alternarsi numerosi personaggi, ma oggi il volto più duraturo della serie è senza dubbio Timothy McGeeinterpretato da Sean Murray. Proprio per questo, ogni accenno al futuro del personaggio assume un peso particolare, soprattutto quando arriva dallo stesso Murray, che di recente ha ricordato come in NCIS “nessuno sia mai davvero al sicuro”.

Introdotto nella prima stagione come personaggio ricorrente, McGee è diventato rapidamente uno dei preferiti dal pubblico, entrando stabilmente nel cast principale già dalla stagione 2. Nel tempo, il personaggio ha attraversato una crescita costante, sia narrativa sia professionale: da agente in prova a Senior Field Agent, fino a ricoprire temporaneamente il ruolo di direttore ad interim in assenza di Leon Vance. Con l’uscita di scena di Leroy Jethro Gibbs nella stagione 20, McGee ha assunto un ruolo ancora più centrale, arrivando anche a ottenere il primo posto nei titoli di testa.

La stagione 22 ha rappresentato un punto di svolta importante, posizionando McGee come il candidato più naturale alla carica di Vice Direttore dell’NCIS. Una progressione che appariva coerente con il percorso costruito negli anni e che sembrava indicare una direzione chiara per il personaggio. In questo contesto, un’eventuale uscita di scena non avrebbe avuto il sapore di un colpo di teatro, ma avrebbe rischiato di apparire come la rimozione di un elemento strutturale della serie.

L’episodio di apertura della stagione 22, “Il nido vuoto”, ha fin da subito trasmesso l’idea di una fase di transizione. La squadra è divisa: Jessica Knight è impegnata nell’addestramento REACT, Nick Torres opera sotto copertura e McGee è concentrato sulla possibilità di ottenere la promozione. Quando la missione di Torres viene compromessa, l’indagine su una talpa interna all’NCIS diventa il nuovo filo conduttore, lasciando volutamente alcune risposte in sospeso.

È in questo scenario che entra in gioco Gabriel LaRoche, ispettore del Dipartimento di Giustizia, che non solo indaga sull’agenzia, ma viene anche scelto come nuovo Vice Direttore al posto di McGee. Una decisione che sposta l’asse narrativo dal tema della successione a quello del conflitto interno e colloca McGee al centro della più significativa lotta di potere vista di recente nella serie. Una dinamica che difficilmente potrebbe svilupparsi senza il suo coinvolgimento diretto.

La stagione 23 ha inoltre dimostrato la volontà degli autori di chiudere i nodi irrisolti prima di aprirne di nuovi. L’episodio “Cielo e Natura” ha finalmente dato una risoluzione alla trama legata al passato di Parker, liberando spazio per tensioni di livello più ampio e istituzionale. In questo contesto, McGee resta il personaggio più esposto alle conseguenze dei cambiamenti in atto.

Se la stagione 22 lo aveva delineato come una presenza stabile e di riferimento all’interno dell’NCIS, la stagione 23 sembra ora intenzionata a metterne alla prova il ruolo, inserendolo in un contesto di crescente instabilità. È una scelta coerente con la tradizione della serie, che nei momenti più forti ha sempre fatto coincidere il destino dei personaggi con le trasformazioni dell’istituzione stessa. Più che preparare un’uscita di scena, NCIS Sembra aver preso una decisione precisa: il futuro della serie passa ancora da Timothy McGee.

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Fonte: Collisore

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