Un’ode alle librerie. Luoghi fondamentali per la formazione e la crescita dei più piccoli. A recitarla è Jeff Kinneyscrittore e fumettista papà della serie Diario di una schiappa: “Quando un bambino va in biblioteca o in libreria si trova in una situazione davvero unica è uno dei pochi luoghi in cui ha una reale libertà di scelta”, spiega in occasione del suo incontro all’Arena RobinsonRepubblica a Più libri più liberi, dove ha dialogato con Claudia Morgoglione.
Si tratta di un “potere decisionale” che, secondo l’autore, “permette al bambino di tracciare il suo percorso futuro”, che sia attraverso la scoperta di “un genere particolare” o “un libro che lo orienta verso un percorso professionale, com’è stato per me”.
Non stupisce, dunque, che Kinney sia da tempo impegnato a favore della libertà di parola. “Non conosco bene la situazione qui, né voglio fingere di saperne di più – spiega riferendosi alla polemica sullo stand neofascista – ma so cosa sta succedendo negli Stati Uniti, dove vengono censurati libri di autori le cui voci sono sottorappresentate, persone che appartengono a minoranze, della comunità Lgbtq. In generale, sono contrario alla censura. Quando ero bambino, avevo accesso a tutti i tipi di libri ea tutti i tipi di idee e penso che i bambini meritino di vedere ogni genere di libro. Soprattutto. vietare libri di persone che non sono ben rappresentate è una forma di cancellazione”.
Anche tra le righe del suo ultimo libro, Diario di una schiappa. Cotto a puntino! (Il Castoro), si legge una riflessione sulla situazione negli Usa. In realtà, il concetto è già nel titolo, ma si perde nella traduzione: l’originale è “Hot Mess”, traducibile come “un disastro totale”.


