giovedì, Aprile 9, 2026

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Ornella Vanoni, una carriera cinematografica oltre la musica: tra commedie e film d’essai

La notizia della scomparsa di Ornella Vanoni è arrivata improvvisa in nottata: a stroncarla un improvviso attacco cardiocircolatorio che l’ha colta in casa a Milano, poco prima di andare a dormire. Il personale del 118 giunto nel suo splendido attico in un antico palazzo nobile in Brera non ha potuto far altro che riscontrare l’avvenuto decesso della cantante. Ornella Vanoni aveva compiuto 91 anni da poche settimane.

Ornella Vanoni, una vita per arte e cultura

Nata a Milano nel 1934 da una famiglia agiata, Ornella Vanoni intraprese inizialmente una carriera teatrale: dopo gli studi all’Accademia d’arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Strehler, che per alcuni anni sarebbe diventato anche il suo compagno di vita oltre che mentore, si affacciò sulla scena con ruoli impegnati.

L’esordio in Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello nel 1956. Un ruolo da protagonista importante pochi anni dopo ne L’Idiotasempre prodotto dal Piccolo. La prima commedia, musicale per altro, arriva solo nel 1963 con il Rugantino di Garinei e Giovannini. Ci vorranno altri venti anni per rivederla a teatro: a convincerla Giorgio Albertazzi, che la vuole al suo fianco in Commedia d’Amore.

Il teatro è stato probabilmente il primo amore, quello che le aveva consentito di prendere coscienza delle sue capacità. Anche se…. “Amo il teatro per il suo spessore, perché la gente che ti viene a vedere vuole qualità e non puoi fare finta, non c’è spazio per l’improvvisazione. Ma l’idea di ripetere per un anno intero lo stesso copione a volte mi risultava un po’ faticoso” aveva dichiarato in una recente intervista. Paradossalmente il successo che la TV e il cinema le dedicano è molto tardivo rispetto all’enorme riscontro dei suoi primi album.

Il percorso musicale e l’evoluzione verso il cinema

Entrata nel panorama musicale nei primi anni Sessanta, Ornella Vanoni si è ritagliata immediatamente una identità singolare: brani come Senza bene e L’Appuntamento la consacrarono come interpretano che sapevano eleganza modulare, intensità e un’eleganza sobria. Un profilo musicale di altissimo livello che non rimane molto a lungo circoscritto ai suoi dischi: la sua voce, la sua presenza scenica, il suo stile si inclinarono anche verso il cinema, dove la cantante si confronta in ruoli di vario tipo, alternando apparizioni cameo, all’interpretazione di ruoli da protagonista e figura di supporto.

Ornella Vanoni
Ornella Vanoni, non solo musica: ma anche teatro e cinema – Credits X @OrnellaVanoni (CineBlog.it)

Ornella Vanoni e il cinema – una panoramica

Nel corso dei decenni, Ornella Vanoni ha raccolto alcune esperienze di rilievo. L’esordio in un film storico, Romolo e Remodove interpreta Tarpeia, una vestale che si lascerà corrompere. A una particina da comparsa in Col Ferro e col Fuoco di Fernando Cerchio fanno seguito altre esperienze: in Amori pericolosi (1964) di Carlo Lizzani, si cimenta in un ruolo altamente drammatico. Arrivano un paio di musicarelli e soprattutto I viaggiatori della sera di Ugo Tognazzi, dove interpreta Nicky, la moglie del protagonista Orso. Al fianco di Tognazzi Ornella Vanoni acquisisce un nuovo spessore che le consente di aprire nuovi fronti rispetto agli sceneggiati televisivi che le avevano spesso prospettato ruoli importanti senza per la verità che la cantante aderisse con grande entusiasmo.

Una svolta interessante avviene quando Ornella si tuffa divertita nelle commedie di Alessandro Genovesi a ottant’anni suonati. In Ma che bella sorpresa (2015) è la mamma di Claudio Bisio, un professore alle prese con problemi amorosi. In Sette con un cast di attrici straordinarie (Margherita Buy, Micaela Ramazzotti, Diana Del Bufalo, Sabrina Impacciatore…) è Rachele, nonna intraprendente e bizzarra coinvolta in una vicenda familiare divertente a tinte gialle.

Colonne sonore ed eco internazionali

Un capitolo a parte merita l’ingresso della sua musica nelle colonne sonore cinematografiche: il brano L’Appuntamento (1970) — versione italiana del brano brasiliano Sentado à beira do caminho di Erasmo e Roberto Carlos — ha un valore simbolico e internazionale di grande spessore. Al punto che nel 2004 viene inserito nella colonna sonora del film I dodici dell’oceano di Steven Soderbergh, proprio nella versione originale della Vanoni, segnando una ripresa globale. Così vieni Senza Fine confronta in quasi tutti i film nostalgici ispirati agli anni ’60, la versione aggiornata dei musicarelli.

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