“Non abbiamo più parenti e se li abbiamo non li conosciamo”. Così dicevano Alice ed Ellen, le gemelle Kessler, unite oltre la fine, nella libera scelta del suicidio assistito e nella decisione sulla loro eredità.
Senza figli né nipoti, Alice ed Ellen Kessler avevano deciso, annunciandolo in un’intervista rilasciata al giornale tedesco Münchner Merkurdi destinare i loro averi a una serie di organizzazioni umanitarie che avevano selezionato – una a una – personalmente. “Medici Senza Frontiere, la Christoffel Blind Mission, Gut Aiderbichl, l’Unicef e l’Ordine di Malta”, avevano spiegato con serenità. Una sensibilità trasversale: dall’assistenza medica alle cause internazionali, dall’aiuto ai bambini alla protezione degli animali.
“Abbiamo scelto loro perché rischiare la vita per gli altri, hanno preso il Nobel per la Pace e sono seri”, spiegavano riferendosi a Medici senza frontierel’organizzazione internazionale fondata nel 1971 a Parigi, la cui missione è offrire assistenza medica dove c’è più bisogno. “Le ringraziamo profondamente – il commento di Laura Perrottadirettrice generale della raccolta fondi di Msf – noi su accordiamo fondi pubblici, il loro lascito ci permette di portare avanti i nostri progetti anche nel futuro. È un modo molto bello e tenero di starci vicini”.
Una scelta che viene da lontano. Kessler avevano accettato di essere il volto di una campagna di raccolta fondi testamentari nel 2014 in tv. La Christoffel Blind Mission, invece, sostiene persone con disabilità visiva o motoria. Mentre Gut Aiderbichl che si occupa di salvare animali in difficoltà. Un altro amore profondo per le gemelle. Non a caso, nel loro testamento, Alice ed Ellen avevano chiesto di unire le loro ceneri in un’unica urna insieme a quelle della mamma ea quelle del loro defunto cane, Sì.


