La casa del drago 3 è finalmente arrivata a un punto di svolta, ma la vittoria si è rivelata assai amara per Rhaenyra Targaryen e la fazione dei Neri.
ATTENZIONE: SPOILER SULLA TERZA STAGIONE
Nell’ultimo episodio andato in onda, la regina dei draghi ha finalmente conquistato l’Approdo del Re, prendendosi il Trono di Spade e mettendo in atto un gesto di rottura con il passato, a simboleggiare l’inizio del suo regno e la fine della fazione dei Verdi. Incitata da Daemon, Rhaenyra ha infatti deciso di decapitare Sir Otto Hightowerlo stratega e manipolatore che è stato la causa di gran parte delle sue disavventure, e che fino a questo momento ha manovrato i fili della fazione originariamente fedele al re Aegon.
Si tratta di una deviazione rispetto al romanzo originale Fuoco e sangueche risulta tuttavia particolarmente interessante in quanto richiama direttamente il primo episodio della serie originale, Game of Thrones. In una delle prime scene, infatti, vediamo il protagonista Ned Stark impartire una lezione ai suoi figli: mentre si accinge a punire con la decapitazione un disertore dei Guardiani della Notte, afferma che «chi pronuncia la sentenza deve essere colui che cala la spada». Una frase potente, che inquadra immediatamente il personaggio di Ned, simbolo di onestà e rettitudine. Il significato, nel contesto di Game of Thronesè molto semplice, e si potrebbe tradurre in «da grandi poteri derivano grandi responsabilità»: in altre parole, colui che è così in alto da poter pronunciare una sentenza di vita o di morte, deve anche avere il coraggio di portarla a compimento di propria mano.
In La casa del drago 3 viene ripreso questo concetto, ma con un twist molto più oscuro che ribalta completamente il messaggio di cui si era fatta portatrice la famiglia Stark. Il gesto di Rhaenyra, infatti, non è motivato dalla giustizia, dall’onore o dalla responsabilità di dover dare il buon esempio per la sua casata, come accadeva a Ned. Al contrario, la regina Targaryen sceglie di decapitare il suo nemico in una dimostrazione di forza e potere e per solidificare la sua posizione a corte. Questa differenza è ulteriormente rimarcata dall’esito delle due scene: al contrario di Ned, Rhaenyra non riesce a manovrare la spada con un colpo secco e la scena risulta così. tutt’altro che definitiva e trionfale.
L’interpretazione è molto chiara: la protagonista ha finalmente ottenuto ciò che desiderava – il Trono di Spade – ma tra le perdite subite e l’instabilità emotiva che la caratterizza, non è affatto detto che riesca a instaurare un regno prospero e duraturo. Senza contare che questa scelta potrebbe esserle costata la fedeltà di una possibile alleata, la sua amica d’infanzia Alicent. La guerra, in sostanza, è tutt’altro che conclusa: conquistare il Trono era solo il primo passo; mantenerlo potrebbe essere la sfida più difficile.
Fonte: Collisore
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